Chi ha paura delle parole?

Immagine tratta da www.wikipedia.org

Ieri mattina ascoltando il radio giornale di Radio Due delle 7.30 ho sentito il pensiero di Sarkozy sul tema della pedofilia. Il presidente francese ha incontrato un bimbo di 5 anni (ed i suoi genitori) vittima di un pedofilo sessantenne che, uscito di prigione da pochi giorni, ha rapito, violentato e poi rilasciato il piccolo, grazie anche all’ausilio di alcune pastiglie di Viagra, ritrovate nelle sue tasche dalla polizia che lo ha arrestato e prescritte dal medico del carcere, il quale “non aveva avuto modo di leggere” il dossier del detenuto prima di dargli la ricetta (non solo in Italia si fanno le cazzate).

Sarkozy ha espresso pubblicamente il suo pensiero dicendo che i pedofili non possono essere scarcerati con leggerezza, ma devono essere sottoposti ad un controllo, sia con ricoveri in strutture mediche, sia con terapie a base di ormoni: “potete pure parlare di castrazione chimica” ha tradotto il giornalista “io non ho paura delle parole“.

Alla sera, ascoltando di consueto il programma “La zanzara” in onda su Radio 24, ho sentito l’intervista del conduttore al tesoriere dei DS Ugo Sposetti (sul quale potete trovare un articolo di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sull’interessantissimo blog di Romina, Intersezioni) in questi ultimi giorni venuto alla ribalta per aver riproposto il finanziamento pubblico ai partiti, come riportato da questo articolo de Il Giornale che vi consiglio caldamente di leggere (”È ora di finirla con le chiacchiere. Basta con la demagogia, facciamo sul serio. È giunto il momento di impegnarsi in una battaglia democratica per reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti“).

Ebbene, per radio il “buon” Sposetti ha negato tutto: non è vero che lui ha parlato di reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti, è tutto un equivoco, lui ha solo e sempre parlato dell’articolo 49 della Costituzione Italiana (testuale: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale“), che afferma la centralità del ruolo dei partiti, ma che lascia “aperto” il modo in cui i partiti possono operare per la “democrazia” e che, quindi, occorre maggior controllo dei cittadini sulla politica e sui partiti (!!!). Se volete, potete cercare la puntata di ieri sul podcast di Radio 24.

Riassumendo, in Francia hanno un presidente che afferma con decisione il proprio pensiero, condivisibile o meno, senza aver paura delle parole, in Italia abbiamo un Ugo Sposetti (secondo me icona di tutta la ns. classe politica) che delle parole ha paura, dice e poi ritratta, gioca con i significati, afferma alludendo, nega contraddicendo. Questa, a mio parere, è una delle differenze sostanziali tra la politica italiana e la politica di altri stati europei, ovvero la differenza di chi ha paura delle parole e chi no.

Saluti parolosi dal vostro BigFab.

Comment posted by Romina
at 8/22/2007 8:03:06 AM

“Riassumendo, in Francia hanno un presidente che afferma con decisione il proprio pensiero, condivisibile o meno, senza aver paura delle parole, in Italia abbiamo un Ugo Sposetti (secondo me icona di tutta la ns. classe politica) che delle parole ha paura, dice e poi ritratta, gioca con i significati, afferma alludendo, nega contraddicendo…”

Perfetto, è proprio così, questa è la fotografia della nostra realtà. E le cose non cambieranno, temo.

Ciao

Comment posted by BigFab
at 8/22/2007 10:29:14 AM

No, non cambieranno, almeno non per loro volontà.

Ciao!

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