DIRITTO ALLA RETE: il 14 luglio 2009 in SILENZIO contro il tentativo di imbavagliare il libero pensiero su Internet

Diritto alla rete

Il 14 Luglio 2009 manifesto con il mio silenzio contro il tentativo di imbavagliare la rete tramite il cosiddetto “decreto Alfano” che, anche se momentaneamente rimandato, prevede per tutti i “siti informatici” l’obbligo di rettificare entro 48 ore quanto scritto su richiesta di terzi, pena una sanzione pecuniaria fino a 12.000 Euro! Io scrivo sul mio blog quando mi va, cosa mi va, sempre rispettando il prossimo e, soprattutto, la legge italiana, alla quale sono soggetto come qualunque cittadino. Mi capita di passare giorni senza scrivere sul blog e senza leggere le relative email che ricevo, proprio perché per me è un hobby, una passione, un modo di manifestare il mio libero pensiero esattamente come fossi in piazza o al bar: in 48 ore posso benissimo non collegarmi al sito o all’email, pertanto rischierei di non poter ottemperare a qualsiasi richiesta di rettifica, con le conseguenze del caso.

La Costituzione Italiana prevede alcuni diritti fondamentali:

  • Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
  • Art. 13: La libertà personale è inviolabile. […]
  • Art. 15: La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
  • Art.21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Questa norma del decreto Alfano applica a tutti i “siti informatici” le regole per la “carta stampata”: mi dispiace, ma la comunicazione su Internet è profondamente diversa da quella della stampa e ci vogliono strumenti diversi. Inoltre, ribadisco, avere un blog personale NON E’ la stessa cosa che dirigere un giornale, la stragrande maggioranza dei blog non hanno una redazione, un direttore, degli inviati, non hanno fine di lucro: in quanto “personali” sono diari on line, punto e basta. Il concreto rischio è quello di ridurre al silenzio migliaia di persone che esprimono il proprio libero pensiero sui blog, nei forum, nei social network: di fatto si imbavaglia la rete.

Pertanto la protesta mia e di molti altri blogger italiani viene manifestata con il silenzio.

Per approfondire la questione Vi segnalo il sito Diritto alla rete e, di seguito, un breve video esplicativo.

Liberi saluti da BigFab.


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Aggiornamento dei blog che seguo

Anche se scrivo poco, seguo sempre i miei blog preferiti; nel tempo sono diventati numerosi ed in seguito vi parlerò del feed reader che utilizzo. Oggi desidero illustrarvi le new entries, in ordine alfabetico:

Cassiera sull’orlo di una crisi di nervi: “una cassiera [di un bar] che, incurante della propria salute mentale, continua coraggiosamente a sopportare le nevrosi dei clienti

Clerks, un orologiaio frustrato: “Odio gli stupidi, a volte aiuto i deboli, ma certamente dagli invasori non vi difenderò“. E non dimenticate che le pile si cambiano per il giorno dopo!

Fatturina, sconticino…fanculino: un blog scritto a più mani, in particolare da “La Panadera Loca”, una panettiera resa folle dai propri clienti, il “LibraioInalberato” che sotto sotto ce l’ha un po’ a morte con tutti, la “Multibibliotecaria”, nonché tutor didattico ed infine “NataConLaCamicia”, impiegata commerciale in una camiceria da uomo

Il Call center: blog con più autori, avente per oggetto telefonate da e per il mondo dei call center

Il cinema ti guarda: quando “lo spettatore diventa protagonista“!

Il suo cane sbava: storie da uno studio veterinario, dove non si capisce bene se le bestie sono gli animali od i loro padroni…

Oltre il cancello: il delicato, poetico e colorato blog di Romina

Petrolio: le implicazioni dell’oro nero nel mondo moderno, analisi di picchi, congiunture, situazioni ambientali ed economiche globali

Piegato l’impiegato: un blog aperto da poco, che promette molto bene e che narra le vicissitudini di un impiegato dei nostri giorni

Storie dalla Sala Macchine: questo è davvero un signor sito: da un lato è il riferimento serio per tutti gli amministratori di sistema e per chi desidera approfondire conoscenze di programmazione, dall’altro è la descrizione spassosissima della realtà dell’ITC in quel dell’Olanda (e mai detto “tutto il mondo è paese” fu più azzeccato). Davide Bianchi merita davvero un encomio per la sua opera ed il qui presente BigFab si pregia di essere il cinquecentesimo iscritto al sito.

Vi invito a visitarli ed a leggerne qualche post, penso che non ne rimarrete delusi. I links li trovate nella blogroll in basso a sinistra.

Buona lettura dal Vs. BigFab.

Censura dei blog italiani

//files.meetup.com

Immagine tratta da files.meetup.com

Il sempre meno tempo a disposizione per il mio blog fa sì che la mia comunicazione nei vostri confronti latiti, me ne dolgo e vi chiedo scusa. Ci sono però certi argomenti ai quali sono molto sensibile, come la libertà di pensiero e di opinione, che ritengo irrinunciabili: pertanto riporto integralmente un articolo di Massimo Mantellini presente oggi su Punto Informatico con la preghiera di leggerlo fino in fondo. Nomi e cognomi, signori, nomi e cognomi di chi prima tira la pietra e poi nasconde la mano; i cocci rimasti sono quelli della libertà di pubblicare liberamente le proprie idee sui blog andata in frantumi!

Saluti incazzati dal Vs. BigFab.

E ORA QUALE BLOG VERRA’ CHIUSO?

PI – Commenti

lunedì 08 settembre 2008

Roma – Nei giorni scorsi sono state infine rese pubbliche le motivazioni della sentenza di condanna che il giudice di Modica Patricia Di Marco ha inflitto allo storico siciliano Carlo Ruta nello scorso mese di maggio. Il sito web di Ruta, Accadeinsicilia.net, nel quale venivano raccolte testimonianze, appunti e articoli sulla storia recente dell’isola, è stato prima oscurato dalla Polizia Postale di Catania e poi definitivamente chiuso, per il reato di “stampa clandestina”. Senza entrare negli aspetti tecnici del dispositivo, commentati nei giorni scorsi da Guido Scorza su queste stesse pagine, vorrei dire che questa sentenza racconta in maniera chiara e puntuale la deriva ideale di questo paese.
Se il giudice di Modica avesse avuto una idea seppur vaga di come Internet abbia in questi ultimi anni mutato lo scenario della comunicazione in tutto il pianeta, forse il suo punto di vista sarebbe stato differente. Perché oggi, secondo la legge alla quale si è fatto riferimento nella sentenza, gran parte della comunicazione in rete potrebbe essere considerata “stampa clandestina”. Tutto può a questo punto essere definito in qualche misura clandestino nella rete italiana, qualsiasi manifestazione del pensiero non correttamente bollinata lo è, qualsiasi appunto redatto su un blog, qualsiasi cosa che abiti anche solo pochi secondi dentro la grande rete.

La legge sulla stampa è nata quando ovviamente il mondo era assai differente da quello attuale, ma oggi? Oggi, dopo le “opportune” modifiche del 2001, secondo quella legge quasi ogni cosa sul web è clandestina, per lo meno se scrutata dall’osservatorio minuscolo degli ex padroni della notizia.

Ormai deserte (o quasi) le tipografie, impolverati i ciclostili, annullata dalla presenza di Internet molta della necessaria diffusione fisica delle pagine, il reato di “stampa clandestina” diviene due cose assieme: il patetico déjà-vu dei treni a vapore e la invece concreta e contemporanea minaccia per la libertà di espressione del pensiero da parte di un potere abitato dai soliti figuranti. Politici, giornalisti, grandi editori, grandi aziende in genere, gli unici soggetti che continuano a potersi concedere il lusso di leggi che tutelino i propri privilegi a dispetto di ogni sopravvenuta evidenza.

Alcuni anni fa, quando gran parte del Parlamento votò la modifica alla legge sull’editoria che ha consentito la condanna dello storico siciliano, fummo facili profeti nel sostenere che una simile definizione di “prodotto editoriale” applicata al web era una seria minaccia per la libertà di espressione in rete. Lo scrivevamo nel 2001, non oggi. Ne eravamo talmente convinti che questo quotidiano indisse allora una petizione che raccolse oltre 50mila firme. I firmatari chiedevano che un singolo demenziale articolo di legge venisse modificato, ma nessuno nelle stanze del potere ritenne di prestare attenzione a quel grido di allarme.

Così oggi sinceramente non so bene come commentare il fatto che Giuseppe Giulietti, parlamentare esperto di informazione, ex diessino attualmente all’Italia dei Valori di Antonio di Pietro, abbia presentato una interrogazione parlamentare sul caso di Carlo Ruta parlando di sentenza preoccupante dagli “effetti devastanti in spregio ad ogni regola della democrazia”.

Giulietti forse soffre di una qualche grave forma di amnesia, visto che fu proprio lui il relatore della legge che ha portato alla condanna di Ruta. Furono lui e Vannino Chiti – purtroppo lo ricordiamo molto bene – che con qualche fastidio si preoccuparono allora di tranquillizzare le migliaia di persone che in Italia chiedevano a gran voce che una norma nata per finanziare l’editoria sul web non comprendesse all’interno della definizione di “prodotto editoriale” praticamente qualsiasi pagina web.

Oggi Giulietti invece di fare pubblica ammenda e ritirarsi in silenzio in un eremo sperduto, si cala con disinvoltura nei panni di paladino della libertà di espressione, chiedendo al Ministro della Giustizia se non sia vero che “secondo la logica prevalsa, la quasi totalità dei siti web italiani, per il solo fatto di esistere, potrebbero essere considerati fuorilegge, in quanto appunto “stampa clandestina”, e ciò – secondo l’interrogante – in spregio a ogni regola della democrazia”

Noi purtroppo abbiamo buona memoria e ricordiamo che ad identica domanda postagli da Punto Informatico nell’aprile del 2001 in quanto relatore di quel contestato progetto di legge che oggi ha portato alla condanna di Carlo Ruta, Giulietti rispose in un piccato comunicato stampa nei seguenti termini:

“La legge sull’editoria non ha mai avuto tra i suoi obiettivi quello di imbrigliare le attività editoriali sulla rete. Sono quindi falsi gli allarmi e le preoccupazioni diffusi in tal senso.”

Internet in Italia è clandestina e lo è anche per colpa di questi signori capaci di confezionare norme che nessun paese civilizzato si sogna, per poi pacificamente dimenticarsene. Ma lo è nell’ottica del potere i cui strumenti di controllo ormai hanno esclusiva valenza intimidatoria o dimostrativa. In nessun paese meno che borbonico ci si domanda se un sito web sia aggiornato più o meno regolarmente per determinarne la natura editoriale. In nessuna sperduta landa un giudice monocratico di provincia deve impiegare il proprio tempo per argomentare le differenze fra un quotidiano web e un blog. E non meraviglia che ciò che poi ne esce sia una sentenza dalle motivazioni assurde, ancorché tecnicamente plausibili, grazie, o per colpa, della vaghezza dolosa del legislatore.

Il risultato è comunque sotto i nostri occhi ed apre la strada ad altre prossime iniziative simili: questo paese ha una legge dello Stato capace di chiudere la bocca a chiunque voglia esprimere sul web punti di vista non preventivamente autorizzati. Lo dicevamo sette anni fa, lo ripetiamo oggi.

Internet in Italia è oggi tecnicamente clandestina. Lo sarà fino a quando non scompariranno dalla scena i vari Bonaiuti, Giulietti, Chiti, fino a quando Gabriella Carlucci e Luca Barbareschi non torneranno alle loro rispettabili professioni, fino al momento in cui non cambierà radicalmente la comprensione dello scenario della nuova informazione mediata da Internet, che in troppi vogliono adattare a forza ad un mondo vecchio che sta scomparendo. Si tratta di sforzi inutili ma ci vorrà altro tempo per capirlo.

Consideriamo benevolmente tutti questi signori come gli attori sul palco di una stagione di mezzo, che prima o poi terminerà. Non vediamo l’ora. Quel giorno tutti noi saremo definitivamente clandestini e così, come per magia, nessuno lo sarà più. Solo allora forse sarà possibile smetterla di vergognarci di abitare in un paese dove per poter liberamente e civilmente esprimere il proprio parere ci sia bisogno dell’avvallo di un professionista iscritto all’albo. Un po’ come se per iniziare il mio prossimo respiro dovessi attendere la firma di un pneumologo.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

Per fortuna c’è BlogBackupOnline !!!

BlogBackupOnline

Per fortuna ho utilizzato questo magnifico servizio per effettuare il backup del mio blog! Da qualche tempo infatti non ho più aggiornato il mio piccolo blog, a causa sia dell’aumento della mole di lavoro in vista della fine dell’anno, sia del mio adorabile impegno: ciò nonostante ho cercato di tenerlo il più possibile “pulito”, sia nel rispondere ai post, sia nell’eliminare lo spam sfuggito ad Akismet.

Purtroppo non ho dato molto peso a due email arrivatemi da Lynksee, il sito presso il quale era ospitato il mio blog: in quelle due email venivo avvisato dell’imminente cessazione delle attività! Quando mi sono trovato di fronte all’eloquente scritta “not found” sono mezzo svenuto: il mio piccolo angolino sul web era svanito! Fortunatamente da circa un mesetto avevo aderito a questo servizio gratuito, che mi ha permesso di recuperare quasi tutto il mio blog, attualmente ospitato su WordPress: ho perduto solamente due pagine (il “disclaimer” relativo al mio blog e la descrizione dell’Improvvisazione Teatrale, che dovrei comunque recuperare da un’email ricevuta), mentre i commenti sono stati inseriti nei post stessi.

A margine alcune considerazioni: innanzitutto consiglio vivamente di effettuare il backup del proprio blog tramite BlogBackupOnline (ovviamente gli faccio pubblicità, dato che mi ha “salvato” il blog 😉 ), che permette anche il salvataggio in locale; in generale vale sempre e comunque la regola di effettuare copie di riserva di TUTTI i propri documenti, online e offline, perché gli imprevisti sono sempre in agguato. In secondo luogo voglio pubblicamente ringraziare gli autori del progetto Lynksee che, seppur per un breve periodo, hanno lavorato per mettere gratuitamente a disposizione di tutti una piattaforma di programmi opensource (blog, wiki, forum, imaging) in maniera semplice ed immediata; purtroppo hanno dovuto interrompere quest’avventura (sul sito si fa riferimento a problemi legati a Google AdSense), ma sperano di poterla replicare a breve: glielo auguro di cuore, sperando in una vita del nuovo progetto un po’ più lunga!

Saluti salvati dal Vs. BigFab!

Un assalto geriatrico ai bloggers d’Italia

Il titolo di questo post non è mio.

Sembrerebbe un titolo tipico del blog di Beppe Grillo, ma non è neanche suo, pur se l’ho appreso da lui.

No, il titolo in questione è dell’edizione on line del Times

Saluti internazionali dal Vs. BigFab.

Ho scritto al ministro Gentiloni.

//files.meetup.com

Dopo la poppata delle 22.45, messo a nanna il pupo (almeno per le prossime 3 ore), mi sono messo a leggere un po’ dei miei blog preferiti per cercare di reperire notizie e pareri sulla questione del disegno di legge Levi-Prodi, come l’ha definito Beppe Grillo, che ha pubblicato per intero tal disegno in formato pdf.

Sinceramente non ho letto tutto il documento, ho dato una scorsa veloce, fissando l’attenzione su due punti in particolare:

  • Art. 2 punto 1: Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
  • Art. 5 punto 1: Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

Ditemi voi se un blog (abbreviazione di web-log, ovvero un diario in rete) non possa rientrare in questa ampia descrizione del mondo editoriale: ci rientra eccome!

Ho letto su Downloadblog che il Governo, per bocca del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, starebbe facendo marcia indietro: sono andato allora sul sito del Ministro, ho letto il suo articolo, ho apprezzato che abbia riconosciuto l’errore di sottovalutazione di quanto proposto (sono pochi i politici ad ammettere i propri errori, come anche Antonio di Pietro), ma mi sono immediatamente preoccupato leggendo quanto segue:

Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.

Levi? E’ lui che deve modificare il disegno di legge?! Allora ho preso “blog e tastiera” (come dire “carta e penna”…) ed gli ho scritto il seguente commento:

On. Gentiloni, mi spiace ma dissento: Levi ha detto che è compito del Garante delle Comunicazioni dirimere la questione sulla tipologia dei “soggetti” on line a cui andrà applicata la legge, dopo la sua approvazione. Questo mi sembra il segno più tangibile di chi non vuole mettere mano ad alcun tipo di modifica. Dall’esterno del vostro mondo l’impressione è netta: un tentativo di controllare la sfera dei blog, di chi si permette di dissentire l’operato politico e di chi, come Grillo, è capace di promuovere leggi di iniziativa popolare con più di 300.000 firme. Questo disegno di legge va profondamente modificato, altrimenti risulterà un potenziale bavaglio alla libera espressione d’opinione, prevista dalla ns. Costituzione. In qualità di Ministro delle Comunicazioni, Lei è la persona con maggiori responsabilità per vigilare sul corretto iter di questo disegno di legge che, ripeto, va modificato o abolito. Cordialità, BigFab.

Invito chiunque sia sensibile a questo problema a comunicare al ministro la propria opinione.

Saluti democratici dal Vs. BigFab.

Comment posted by finardi
at 10/20/2007 8:50:11 PM

Propongo lo scambio di link per aumentare la visibilità sui motori di ricerca.
Tutti coloro che desiderano essere immessi ricordino che saranno eliminati solo i blog che contravvengono alle leggi italiane. Siete pregati di visitare di tanto in tanto il blog principale menti pericolose avendo accettato di essere immessi al suo interno. Nel caso di scambio link dovrete immettere nell vostro blog o sito web l’indirizzo http://mentipericolose.blogspot.com A CUI DOVRETE INOLTRARE LA RICHIESTA vi viene assicurata una visita periodica e continuativa da parte del curatore del blog nel caso accettaste lo scambio.
Il vostro indirizzo verrà inserito alla pagina
mentipericolose-link.blogspot.com

Evviva! Ho superato i 100 commenti spam ricevuti!!

Immagine tratta da www.ricerchemaestre.it

L’11 giugno 2007 ho aperto questo piccolo, lillipuziano, microscopico blog. Oggi, a distanza di poco più di un mese, il filtro antispam Akismet mi informa di aver bloccato la bellezza di 106 commenti spam.

Per darvi l’idea della “grandezza” del mio blog, vi riporto alcuni dati: ad oggi ho ricevuto 778 visite, poco più di 21 al giorno, con un picco di 63. Il post più quotato è stranamente quello più corto (ma anche il più curioso), ovvero quello del ladro ninja; più distaccati, ma alquanto visti, sono i post sull’aggiornamento del computer e quello sul presunto errore alla maturità.

Chi naviga abitualmente comprende che questi numeri sono l’equivalente delle visite effettuate da una persona presso i propri parenti all’interno di una metropoli di dieci milioni di abitanti! Ora, se un piccolo, lillipuziano, microscopico blog come il mio riceve una media di quasi 3 commenti spam al giorno, ci possiamo rendere conto delle dimensioni strabordanti che ha assunto questa pubblicità non desiderata, non solo sui blog, ma anche (per non dire soprattutto) nelle nostre caselle di posta elettronica.

Faccio un altro concreto esempio. Ho un indirizzo email che sono costretto a tenere attivo, ma da tempo non lo utilizzo più, semplicemente perché è inutilizzabile: oggi è uno di quei giorni in cui mi sono ricordato di “pulirlo”, per cui ho eliminato 634 messaggi spam accumulati negli ultimi venti giorni (circa) nella casellina antispam del mio account.

Per le email valgono quindi le solite regole: se possedete dei siti/blog non fate apparire la vostra email sul sito (fate un link all’indirizzo, mettete un form sul sito); non rispondete alle email “inviate questa mail a 10 persone, si realizzerà il vostro desiderio ecc. ecc.”; quando inviate la stessa email a più persone usate l’opzione “ccn”, ovvero “copia per conoscenza nascosta”; non rispondete ad email che vi chiedono di cancellarvi dalla lista di newsletter / aggiornamenti se non vi ricordate di esservi mai iscritti prima; utilizzate un indirizzo “sacrificabile” ed uno per le attività che considerate maggiormente importanti.

Se avete un blog, magari con WordPress… attivate Akismet! )

Saluti antispam dal vs. BigFab.

Comment posted by andrea
at 7/17/2007 3:08:31 PM

> Akismet mi informa di aver bloccato la bellezza di 106 commenti spam.

Beh, che dire? Complimenti! D

Comment posted by BigFab
at 7/18/2007 3:59:26 AM

Ho vinto qualche cosa? ;)

Ciao Andrea.