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Radio Onda Pazza non deve chiudere

Immagine tratta da: http://www.radioondapazza.it

Radio Onda Pazza è una web radio del circolo “Peppino Impastato” nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, periferia di Napoli: in questa zona degradata, dove la camorra attira con il perverso fascino dei soldi e del potere giovani che hanno abbandonato da tempo la scuola, dove camminare per le strade è un rischio (soprattutto per le donne) ed il lavoro un miraggio, un gruppo di ragazzi dal 2003 si prodiga con azioni concrete di recupero dei giovani, quali ad esempio lezioni per chi è stato espulso da scuola, doposcuola, laboratori di informatica, musica, lavorazione del legno ed, appunto, Radio Onda Pazza,  una web radio “anticamorra”, incentrata sulla legalità.

Il presidente dell’associazione, Michele Langella, di 26 anni (!), chiede un aiuto, sia tramite il sito web dell’associazione, che dalle pagine di Repubblica: Radio Onda Pazza (completamente autofinanziata) è a rischio chiusura, si sono accumulati debiti di affitto, luce, telefono per la stratosferica cifra di… 8.000 euro! Sì, avete capito bene, un progetto importante come questo rischia di chiudere per ottomila euro. I fondi promessi da enti pubblici non arrivano o sono bloccati, i privati del luogo non vogliono sovvenzionare: io aggiungo che la camorra ringrazia, dopo (secondo me) aver distribuito “consigli da amici”.

Muoviamo un po’ il web per loro? Amici blogger, vogliamo dare una mano? Parliamone e scriviamone, se possiamo contribuiamo finanziariamente anche in prima persona (io l’ho appena fatto, anche se con un piccolo contributo). Sono tante le associazioni in Italia che hanno bisogno di aiuto e sostegno, questa mi sembra decisamente meritevole, per più di un motivo: la giovane età dei volontari, la concretezza ed il valore dei loro progetti, l’isolamento e la solitudine creata dalla camorra intorno a loro.

Siamo tanti blogger in Italia, dando un po’ per uno riusciremo ad aiutare concretamente chi lotta quotidianamente per costruire legalità e valori umani in una zona di distruzione sociale a fini delinquenziali.

Grazie dal Vs. BigFab.

Giornata della Memoria

Per non dimenticare non solo quei sei milioni di morti, ma tutti quei fratelli uccisi solo perché pensavano, pregavano o amavano in modo diverso, ma anche per non dimenticare che anche oggi Caino è sempre all’opera sopprimendo il fratello con una qualsiasi stupida e banale scusa mascherata da ideologia.”   Scritto da Renato415.

Non dimentichiamo.

BigFab.

Multato il ristoratore che distribuisce la carne ad un euro!

Vi ricordate il ristoratore che a Torino distribuiva la carne ad un euro? Bene, incredibile a dirsi, è stato MULTATO! Sì, multato, come riportato da quest’articolo su LaStampa.it, perché “qualcuno” ha fatto un esposto ai vigili in quanto il ristoratore aveva pubblicizzato la sua iniziativa benefica con un cartello mobile posto sul marciapiede senza autorizzazione e senza aver pagato il relativo canone!!!

Da notare il fatto che il signor Mario, autore dell’iniziativa “bollito misto solidale”, era stato costretto a far pagare la carne con una cifra simbolica perché, per legge, non poteva regalarla!

Ora, citando le parole dell’articolo, “nella Torino con l’acqua alla gola, i posti di lavoro che vanno in fumo, le pensioni che non bastano mai e le nuove povertà che s’affacciano”, la delazione di qualche stronzo invidioso e l’ottusità della burocrazia fanno pagare dazio ad un’iniziativa lodevole.

Spero che davvero il comandante dei Vigili e l’assessore Borgogno, come scritto dal giornalista, siano al lavoro per cercare una soluzione a questa situazione kafkiana; al vigliacco delatore non dico niente, lo lascio al mattino a guardarsi allo specchio “orgoglioso” del suo gesto; l’unica vicenda positiva è che la carità continua ad operare.

Saluti dal Vs. BigFab.


La carne ad un euro

Sono rimasto molto colpito dall’iniziativa di un ristoratore torinese: impressionato dalle tante persone che vivono con una pensione indecente (400 euro al mese), indipendentemente da qualsiasi giudizio sul perché prendano quella cifra, ha deciso di aiutarle in concreto offrendo della carne, debitamente cucinata dal cuoco del locale, ad un euro a porzione. Di seguito l’articolo tratto da La Stampa.it.

L’iniziativa di un ristoratore
Lodovico Poletto
Torino

E adesso provate voi a mangiare tutti i giorni, per un mese intero, spremendo da una pensione che non arriva a 400 euro i soldi per il cibo quotidiano.

«Io, per quel che posso, dò una mano a chi non ce la fa. É poco? Io ci provo. Eppure, certe sere sono io a vergognarmi quando consegno la vaschetta doppia porzione di carne a 2 euro. Mi vergogno perché, alla fine, dò troppo poco a quelle persone, gente che ha dignità da vendere, che entra qui dentro e mi spiega perché non ce la fa neanche a mettere da parte i soldi per magiare».

Mario Sasso è un sessantaduenne a cui la vita ha regalato più di qualche soddisfazione. Ha due ristoranti (uno a Torino e uno a Pino), un avviatissimo commercio di prodotti per l’edilizia e tanta voglia di fare. «Un giorno, mentre ero dalle parti di piazza santa Giulia ho visto un mio vecchio conoscente che rovistava nell’immondizia. Era uno che un tempo stava bene, ma non aveva un lavoro fisso. L’ho aspettato un po’ lontano e gli ho parlato. Mi ha raccontato che sua moglie era malatissima, che aveva una pensione da 200 euro. Che la vita con lui era stata grama. E se n’è andato dicendomi una frase che, per me, è stata come una coltellata al cuore: ”Caro Sasso, sapesse da quanto tempo io non so neanche più che gusto abbia la carne”. Ecco, quel giorno ho capito che avrei dovuto fare qualcosa per la gente più sfortunata di me».

E così, a fine marzo, è partito con la sua iniziativa. Ogni sera, dalle 17 alle 18,30, al suo ristorante di Torino, «Il grappolo», di via Cigliano, zona corso Belgio, consegna ai pensionati che bussano alla sua porta una vaschetta di carne. Bollito o rolata che sia. Doppia porzione. Si paga soltanto 2 euro per 300 o 400 grammi di muscolo, cucinato dal cuoco del locale: cibo che potrebbe tranquillamente finire sui tavoli, servito clienti di quel posto, raffinato ed elegante, a non meno di 10 /12 euro a porzione.

Sasso, adesso spiega che, come massimo, «prepariamo 40 porzioni: venti vaschette in tutto». «A volte vanno via tutte. Altre non ne consegniamo più di e sei, sette oppure dieci. Ma chi vien qui è gente cha davvero bisogno. Sono persone anziani che si fermano a parlare. Che, a fatica, ci narrano i loro piccoli e grandi drammi» raccontano al locale.

L’iniziativa, che lui avrebbe voluto interamente gratuita («ma non ci è stato possibile realizzare per ragioni di carattere fiscale») al ristorante costa dai 20 ai 30 euro al giorno. «Non vado in miseria per questo» insiste Sasso. Che, adesso, lancia anche una provocazione. Un appello ai tanti ristoratori della città. «Saremmo o no in mille a fare questo mestiere in città? Benissimo. Se tutti quanti, ogni sera, preparassero non dico dieci, ma tre o cinque porzioni da consegnare a prezzo simbolico a chi ne ha bisogno, in questa città staremmo tutti un po’ meglio. Specialmente gli anziani e quelli che fanno i salti mortali per non morire di fame». Un’ottima idea.

Persone concretamente ed umilmente generose operano tutti i giorni in silenzio: è importante che la stampa provveda a diffonderne le iniziative, tralasciando maggiormente la cronaca nera e spingendo di più la “bianca”. Pubblicità per il ristoratore? Anche se fosse, non ci vedo nulla di male: anzi, se dovessi spendere dei soldi per mangiare fuori, preferirei farlo in locali “solidali” come questo.
Saluti mangerecci dal Vs. BigFab.