#TomTom Go Mobile per #Android #smartphone

Dovendo cambiare il mio precedente navigatore satellitare e volendo passare a TomTom, ho optato per una soluzione alternativa al classico navigatore portatile.

Adesso i navigatori offrono opportunità aggiuntive alla sola navigazione e alla registrazione dei “poi” (Point of Interest) dell’utente; quello maggiormente interessante per me è avere segnalazione del live traffic in diretta, ovvero se sto viaggiando da una città all’altra ed in mezzo c’è un blocco stradale (lavori in corso, frane, incidenti) per me è importante saperlo con anticipo in modo da deviare su un percorso alternativo.

Purtroppo queste funzioni sono appannaggio degli apparecchi più costosi (dai 200 € in su), pertanto ho fatto una scelta alternativa: ho acquistato uno smartphone economico (ho preso uno Huawei Y330 da 64 € su Ebay), l’ho dotato di una sim dati ed ho installato l’app gratuita TomTom Go Mobile per Android, scaricando gratuitamente le mappe desiderate sul telefono (utilizzabile anche la sd card): avere le mappe utilizzabili offline è un gran risparmio di traffico dati sulla sim.

L’app è gratuita è per modo di dire: non paghi nulla all’installlazione, ma ogni mese hai solo 75km di utilizzo gratuito: se vuoi fare più strada paghi una licenza di 19.90 € all’anno o 49.90 € per tre anni. Per contro hai mappe gratuite a vita (fino a 4 aggiornamenti l’anno), life traffic e segnalazione autovelox. C’è da aggiungere il costo della sim dati: nel mio caso è a costo zero, l’avevo in dotazione nella penna usb aziendale per l’utilizzo con il computer portatile: tolta dalla penna e messa sullo smartphone, quest’ultimo mi fa anche da tethering wifi, senza più bisogno di collegare fisicamente la chiavetta al portatile.

Inoltre, cosa non trascurabile, ho uno smartphone che fa anche da navigatore, ma ovviamente non solo quello, invece di limitarmi allo scatolotto che è “solo” un navigatore satellitare.

Al momento ho usato l’applicazione per un unico viaggio, non ho avuto segnalazioni di necessità di percorso alternativo; il software TomTom funziona bene, segnala molto bene le corsie da prendere, permette di scegliere la destinazione tramite contatto della rubrica, visualizza i contatti della rubrica con icone sulla mappa; il volume dell’Y330 è un po’ basso, ma comunque accettabile.

Lo userò per qualche tempo e, se me ne ricorderò 😛 , vi aggiornerò su pregi e difetti.

Saluti satellitari dal vs. BigFab.

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Toyota Prius: quando una tecnologia intelligente e coraggiosa viene premiata dalle vendite

Toyota Prius

Apprendo da Autoblog che la Toyota ha annunciato di aver superato il milione di Prius vendute nel mondo. La cifra, di per sé limitata, assume una rilevanza notevole alla luce della principale caratteristica di questa vettura: si tratta infatti della prima auto di serie prodotta con un motore a benzina ed un motore elettrico che lavorano in simbiosi. Spiegare il funzionamento di questo sistema ibrido non è immediato, pertanto Vi invito ad andare su questo sito che la Toyota ha dedicato al proprio sistema (applicato anche ad alcune Lexus, il marchio di lusso di Toyota).

Guidare la Prius è invece molto semplice, oltre che essere un’esperienza sorprendente: dovendo (forse) cambiare auto tra qualche mese, mi sono recato in un concessionario Toyota ed un disponibile venditore mi ha fatto provare l’auto. A parte la vettura in sé, molto ben rifinita, comoda, molto silenziosa, seppur un po’ rigida come sospensioni (per i miei gusti), la guida è un’esperienza nuova: metti in moto e non senti nulla, si legge solo “ready” sul display, si parte e, dopo qualche decina di metri, si mette in moto il motore a benzina, sommesso e silenzioso; il cambio automatico sceglie il rapporto migliore per guidare in economia e con un basso numero di giri; ai semafori ed agli stop senti il silenzio, perché il motore a benzina si spegne, innestandosi dopo che si è ripartiti con l’elettrico; schiacci l’acceleratore e l’auto scarica a terra gli oltre 400 Nm di coppia del sistema elettrico+benzina, mentre il guidatore può concentrarsi solo sulla strada. Vi dico che l’avrei acquistata immediatamente!

Il prezzo non è leggero (poco più di 26.000 euro compreso di tutto, ad eccezione del navigatore), ma la Prius, oltre ad usufruire di 2.000 euro di bonus statale (valido anche per il 2009 e, se si rottama una euro 0,1 o 2 immatricolata prima del 1997, si detraggono ulteriori 800 euro), si ripaga con dei consumi contenutissimi (dai 18 ai 23 km/lt) e, come tutte le ibride (Toyota Prius, alcuni modelli Lexus e la Honda Civic Hybrid) può circolare liberamente senza blocchi del traffico. Ah, dimenticavo, la garanzia sull’auto è di 3 anni o 100.000 km, mentre sulla parte ibrida (motore elettrico, generatore, batterie) è di 8 anni o 160.000 km.

Bene, dopo aver precisato che non lavoro per Toyota né posseggo azioni della casa nipponica 😉 per chi ne vuole sapere di più può documentarsi su questo sito, dove l’ottimo The Tramp, un appassionato possessore della Prius, farà gli onori di casa.

Saluti ambientali dal vs. BigFab.

AAA auto cinese vendesi 2

Immagine tratta da www.autoreview.ru

Ci risiamo. Apprendo da Quattroruote che una rivista russa specializzata, Autoreview, ha effettuato il crash test di una vettura cinese, la Chery Amulet, con i medesimi criteri dell’EuroNCAP, ente europeo indipendente che effettua crash test delle auto vendute nel mercato europeo con criteri decisamente più restrittivi di quelli previsti dalle attuali normative di legge. In questa pagina potrete trovare foto e video, di per se’ decisamente eloquenti (anche perché i testi sono in russo): Quattroruote ci dice che “non solo i montanti anteriori non hanno retto, ma addirittura il muso si è piegato di lato, il tetto si è scollato e il parabrezza si è staccato.” Insomma, questa “vettura” è una bara viaggiante e la foto delle gambe del manichino intrappolate nella plancia, oltre ad essere raccapriccianti, ne sono la testimonianza.

Ultimamente tra dentifrici contraffatti, giocattoli al piombo e vestiti alla formaldeide, il made in China sta dimostrando una qualità ed una sicurezza pari al suo costo sul mercato, ovvero troppo basso per essere ragionevole: ritengo quindi sempre valido il motto “quello che costa meno vale meno, non sempre quello che costa di più vale anche di più”.

AAA Auto cinese vendesi

Immagine tratta da www.adac.de

Autoblog ci segnala in questo post l’esito praticamente fallimentare del crash test di una nuova vettura di produzione cinese, la Brilliance BS6, in procinto di essere importata in Europa entro breve. Il test è stato svolto dall’ ADAC, l’Aci tedesco, ed ha messo in rilievo il rischio di gravi danni agli occupanti in caso di incidente (il voto è stato pari ad una stella). Peggio era andata ad un’altra vettura cinese, la Landwind, da poco distribuita in Europa, che per il pericolo di morte degli occupanti in caso di incidente non aveva meritato alcuna stella. Per correttezza occorre comunque precisare che entrambi i test non sono stati effettuati da Euroncap, l’ente che si occupa di testare la resistenza agli urti di molte delle vetture in commercio in Europa; a mio avviso poco importa, entrambe le vetture sono assolutamente da evitare.

In vari blog e forum ho letto ultimamente di dubbi sull’effettiva valenza di questi test: alcune persone sostengono che le case progettano le vetture in maniera da superare a pieni voti le prove utilizzate da Euroncap e questo non significa che le vetture siano realmente sicure. Secondo me si tratta comunque di un grosso passo in avanti verso la miglior sicurezza possibile: è lapalissiano che, anche con la più sicura auto del mondo, avere un incidente sia sempre rischioso, quindi meglio comunque comprare auto il più possibile sicure, preferendo sistemi come l’Esp piuttosto che accessori estetici o di moda.

Saluti automobilistici da BigFab.