#cantoanchio #vorreiprendereiltreno

Non si può rimuovere dall’incarico per un “Like”

Dont'like

Vorrei scrivere tante cose ma, come al solito, non ne ho il tempo.

Pertanto vi segnalo questo post di Mantellini che mi ha trovato profondamente d’accordo.

Saluti riflessivi dal vs. BigFab.

Tanti auguri (scomodi)

“Tanti auguri scomodi (citazione da Don Tonino Bello),
a chi è entrato in Parlamento parlando del taglio degli F35 e poi vota a favore del programma F35.
A chi non si vergogna di scegliere Denis Verdini – 4 volte rinviato a giudizio di cui 2 per corruzione – per riformare la Costituzione.
Tanti auguri scomodi a chi pensa ancora oggi – nel 2014 – che l’unico modo per risolvere i conflitti nel mondo, in Iraq, in Siria, in Afghanistan sia bombardare.
Tanti auguri scomodi a chi ha abbassato le pene sul reato di scambio politico -mafioso.
Tanti auguri scomodi a chi parla di olimpiadi di Roma 2024 per cancellare dalle teste di tanti italiani lo scandalo di ‪Mafia Capitale‬.
Tanti auguri scomodi a chi guadagna 15.000, 16.000, 20.000 euro al mese e non prova la soddisfazione di tagliarsi lo stipendio e restituirlo ai legittimi proprietari, i cittadini.
Tanti auguri scomodi a chi si vende al sistema, anche tra le fila del M5S.
Ma anche tanti AUGURI DI CUORE a chi non si vende al sistema e non si venderà mai al sistema. A chi non molla. A chi crede che questo Paese si possa costruire sulla base della SOVRANITA’, alimentare, energetica, dell’informazione, politica e sovranità monetaria. Al giudice Di Matteo e ai PM di Palermo che lottano contro la mafia nell’assoluto silenzio delle Istituzioni e insistono a parlare de ‪La Trattativa‬ in un’Italia che vuole nasconderla. Ai comici che sono stati così “folli” da fare entrare in Parlamento decine e decine di deputati che neanche conoscevano, persone che non avevano nessun potere alle spalle.
Tanti auguri ai miei fantastici colleghi con i quali condivido tante battaglie e a chi pensa che L’ONESTA’ TORNERA’ DI MODA!” Alessandro Di Battista

Sinteticamente sul “caso” #Cancellieri

Seguo sempre Mantellini e spesso sono in disaccordo con lui, ma non su quanto scritto sulla Cancellieri, nello specifico come di seguito:

<< Può un Ministro della Repubblica “attivarsi” per un parente, amico, conoscente, amico dell’amico? No, non può, in nessun caso.

Può un Ministro della Repubblica occuparsi di segnalazioni di casi particolarmente gravi ed urgenti agli uffici competenti? No, non può.

Il Ministro ha altro di cui occuparsi: se la struttura organizzativa di segnalazione e presa in carico di simili problemi non funziona si dovrebbe occupare di migliorarla, non di sostituirsi ad essa.

La risposta alla prima domanda è condizione sufficiente per le dimissioni di Cancellieri. La risposta alla seconda è l’ammissione spicciola della propria inadeguatezza di Ministro. >>

Sono pienamente d’accordo, non c’è altro da dire.

Settemila ausiliari Carabinieri senza lavoro

Ho letto con dispiacere il servizio su Repubblica degli oltre 7.000 ausiliari carabinieri che, rimasti senza la possibilità di diventare carabinieri effettivi, a causa dell’annullamento della leva obbligatoria e l’introduzione della figura del militare professionista (ricordo che i Carabinieri sono un corpo dell’Esercito), sono rimasti esclusi da altre possibilità di lavoro.
La cosa che mi ha dato più fastidio è la solita ottusa burocrazia italiana: per l’Inps essi sono stati “militari volontari” retribuiti, quindi non posso ricevere l’accredito dei contributi versati all’Inpdap ai fini pensionistici; quando però ci sono dei concorsi pubblici con la quota di partecipazione spettante ai volontari delle Forze Armate, ebbene questi non vengono più riconosciuti come volontari, così come non possono essere inseriti nel programma di ricollocamento nel mondo del lavoro dei volontari congedati senza demerito. Una storia kafkiana, resa ancora più assurda alla luce della carenza di organico perenne in cui versano le forze dell’ordine ed ennesima dimostrazione del fatto che la burocrazia pubblica è il vero pantano in cui è sprofondato il nostro paese.

#Negazionismo, reato d’opinione?

Ho già espresso il mio parere su Twitter, ma ho piacere di approfondire la questione, resa molto delicata dall’argomento e dal momento storico.
Personalmente sono contrario a tutti i reati di opinione: ritengo che le opinioni, le idee, i pareri non debbano essere posti a giudizio.
Diversa è l’istigazione a delinquere: quella è già reato e va giustamente condannata.
C’è un’interessante articolo su Il Post che riporta illustri pareri e motivazioni contrari a rendere il negazionismo reato d’opinione.
Molto modestamente sono convinto che la libertà di espressione non debba essere limitata: la cultura e l’educazione devono essere il baluardo ed il limite alle oscenità intellettuali e storiche come, appunto, il negazionismo; affermare per legge quale opinione sia vietato avere, mi sembra francamente un’assurdità, che può avere anche derive molto pericolose.
Ovviamente una nazione deve coltivare cultura ed educazione: la partenza è insita nei valori della famiglia, ma deve svilupparsi nella scuola: ignoro se viene ancora insegnata Educazione Civica, se così non fosse sarebbe importante reintrodurla.
Sappiamo che la scuola in questi anni è stata finanziariamente affossata dai vari governi: invece di introdurre reati di opinione, occorrerebbe forgiare cittadini più consapevoli, dando alla scuola più mezzi, meritocrazia e passione.

Riporto un accorato appello rivolto ai giovani pronunciato dal primo ministro norvegese Jens Stoltenberg nel Luglio 2011, dopo la strage di Utoja:

Ho una semplice richiesta per voi.
Cercate di essere coinvolti. Di interessarvi.
Unitevi a una associazione. Partecipate ai dibattiti.
Andate a votare.
Le elezioni libere sono il gioiello di quella corona che è la democrazia.
Partecipando, voi state pronunciando un sì pieno alla democrazia.

Cittadini educati nella storia, nel diritto e nella democrazia sapranno da soli dire no al negazionismo, ai neo-nazismi, alle Albe Dorate che si stanno temibilmente facendo largo nelle pieghe di quest’Europa in crisi da tempo, crisi sì economica e finanziaria, ma di pari passo anche crisi etica e di valori.

Vajont, lasciamo in pace i morti.

Letta oggi è stato a Longarone, per il triste anniversario della tragedia del Vajont. L’Ansa riporta che nel suo discorso Letta avrebbe detto:
« Oggi una nuova attenzione rispetto al territorio e alla sicurezza dei cittadini ». Non è vero niente, soliti discorsi retorici e fasulli: in Val di Susa non vogliono la Tav, in Sicilia non vogliono il Muos, a Torino e a Parma non volevano gli inceneritori… devo continuare? Quale rispetto? Quale attenzione? Quella per i soldi?
Magari le menzogne diciamole in altre occasioni, oggi per piacere stiamo in silenzioso rispetto per una comunità di 1900 persone sterminata da interessi economici, compiacenze, egoismi e malaffare, grazie! 😦