Come #velocizzare uscita da stop del #Macbook Air

Ancor più sintetico post per segnalare la probabile risoluzione di un fastidioso ritardo nell’uscita dallo stato di stop (o sleep mode) del Macbook, in particolare del mio Air 11″ Late 2010: siccome la cosa è voluta da Apple per preservare lo stato di carica della batteria più a lungo possibile, ma è impostabile, sul seguente blog c’è come ovviare alla cosa:

http://www.slidetomac.com/un-hack-consente-di-velocizzare-il-tempo-di-risveglio-dei-macbook-retina-display-69291.html

Ho appena seguito il consiglio, ma potrò verificare se effettivamente funziona solamente a partire dalla prossima settimana.

Saluti a tutti, in particolare ai Mac User che spero traggano benefici da questa indicazione.

Apple Ipad

Beh, non potevo certo esimermi da un commento sul primo avvenimento Apple del 2010, solo che per farlo preferisco utilizzare un’immagine tratta da Downloadblog

E tutto sommato ho trovato molto simpatica anche quest’altra parodia:

Saluti con mele dal Vs. BigFab.

Fast Mobile Modem 3 e Snow Leopard * AGGIORNATO *

Post breve e conciso (mi scuso con tutti i miei amici di rete per l’assenza dal mio blog, cercherò di tornare presto e con maggior frequenza!).

Il software Fast Mobile Modem 3, versione 2.3.0B, di Ottobre 2008 (ultima versione disponibile dal sito della Tre), NON E’ COMPATIBILE con Mac OSX 10.6 Snow Leopard; questo software permette di collegare il Mac ad internet utilizzando il cellulare come modem (qui la lista dei dispositivi compatibili).

Di seguito il testo della email dell’assistenza Tre che ho ricevuto oggi:

In riferimento alla sua email del 26 ottobre 2009 la informiamo che il software da lei indicato è compatibile sino alla relase 10.5 e relative patch, questo perchè compilato per sistemi operativi costruiti su kernel 32 bit.
Mac os X 10.6 ovvero SnowLeopard utilizza un’architettura interamente basata su 64 Bit, ne consegue l’impossibilità all’utilizzo. (…) La invitiamo quindi ad attendere la fase di sviluppo dei driver e software per il nuovo Snow Leopard Osx 10.6.

Spero possa essere utile a chi, come me, cercava informazioni in merito e non ne trovava. Ah, per precisione, non ho ancora aggiornato il Leopardo…

Saluti! BigFab.

* Aggiornamento del 26/12/2009 *

A tutt’oggi non ho ancora aggiornato il Mac; continuando a cercare su internet ho trovato però le testimonianze di alcuni utenti che hanno installato FFM su Snow Leopard: sembra che il programma avvisi di non essere stato testato su 10.6, dopodiché ad alcuni effettivamente non funziona (il programma si avvia e si chiude subito dopo), ad altri funziona con una velocità di navigazione ridotta. Ad esempio in questo thread parlano di FMM in relazione ad una chiavetta modem. Continuerò ad “indagare”, se qualcuno ne sa di più e vuole aiutarmi, ne sarò ben lieto!  🙂  Saluti.

Software Microsoft per Apple??!!

A mio parere l’impareggiabile Kappa si è superato!

Saluti! BigFab.

Da Windows a Mac – 2° parte

Windows logo Mac logo

Bene, riprendiamo il filo del discorso: dopo aver utilizzato per anni il Windows ed averne soppesato i pro ed i contro, passo al Mac. La decisione è immediata? Assolutamente no! Anzi, è stata meditata molto a lungo ed è maturata a piccoli passi. Uno di questi è stata la conoscenza con il mondo dell’Open Source.

La conoscenza del mondo Open Source

Direbbe Di Pietro: “Che c’azzecca l’open source con il Mac?” Niente ovviamente, oppure tutto, dipende dal punto di vista. Ho un amico, Fabio C., appassionato di Linux (direi quasi invasato), che fondamentalmente e cordialmente detesta Microsoft e mi ha sempre detto di provare Firefox, che va meglio di Explorer, è più bello, più sicuro, ecc. ecc. “Ma perché devo usare Firefox? Ho Explorer, mi trovo bene, non ho tempo per provare un altro browser”: questi erano i miei pensieri su Firefox e su altri programmi. Quindici anni fa avrei subito smanettato per provare, pacioccare, tentare di capire: oggi, preso dal lavoro e dalla famiglia, il tempo e l’interesse per “giocare” con il computer è fortemente ridotto; purtroppo solamente con l’esperienza diretta è possibile valutare bene un software e se non si fanno delle prove, non si può conoscere un prodotto. Questa è anche la forza della Microsoft: perché cercare altro se è già compreso nel Windows? L’idea di “infilare” nel sistema operativo più programmi (Explorer per navigare, Media Player per musica e video, il tutto ovviamente preinstallato su tutti i pc in vendita nel mondo) tende a stroncare la concorrenza che su questi singoli programmi ci vive (un esempio per tutti Netscape): questo ed altri atteggiamenti monopolistici hanno portato alla vertenza legale dell’Unione Europea vs Microsoft.

Ad ogni modo un bel giorno, aggiornando automaticamente Windows, scopro che l’ultima versione dell’Explorer (non ricordo quale) è cambiata: grafica diversa, assenza dei miei abitudinari menu “File” “Modifica” “Visualizza” ecc. sulla barra in alto, smarrimento operativo. Smanettando nelle opzioni non riesco a far ritornare la “mia” barra visibile: cosa faccio? Decido di prendere la palla al balzo e, cambiare per cambiare, lo faccio radicalmente installando Firefox. Scopro così un “mondo nuovo”, il mondo dei programmi non solo gratuiti, ma a “codice aperto”, ovvero sia modificabili (per chi ne è capace) nel codice di programmazione; scopro che gli utenti, anche i meno dotati tecnicamente, possono collaborare allo sviluppo del progetto partecipando al forum, diffondendo la conoscenza del software, sostenendolo economicamente acquistando gadget od effettuando versamenti. Una comunità di persone che lavorano insieme ad un progetto comune, gratuito, aperto a tutti: quasi un’utopia!

Invece il software è reale e funziona anche abbastanza bene: Firefox importa in automatico i miei “bookmarks” (“segnalibri”) da Explorer, io imparo ad usare le schede di navigazione (la visualizzazione di più siti) all’interno di un’unica finestra e finalmente inizio ad usare i feed per tenermi aggiornato sui nuovi post usciti sui blog che, da qualche mese, comincio a seguire. Calcolando poi tutte le utili personalizzazioni di Firefox possibili tramite i componenti aggiuntivi (dizionari, previsioni meteo, sistemi di sicurezza, ecc.) decido di utilizzare il browser di Mozilla. Ovviamente anche Firefox ha qualche difettuccio: utilizza parecchia ram e ogni tanto si blocca costringendomi a chiuderlo ed a farlo ripartire, mentre Explorer era un pochino più stabile. Ma c’è un dato molto importante che mi ha interessato: Firefox può essere installato su Windows, Mac, Linux. “Bello” ho pensato “casomai cambiassi sistema…”.

Provare l’opensource è stato un po’ come assaggiare una ciliegia: siccome una tira l’altra, dopo Firefox ho provato il programma di posta elettronica Thunderbird: molto simile ad Outlook Express, personalizzabile con componenti esterni, permette la gestione delle email anche tramite colori diversi che identificano caratteristiche per noi importanti; inoltre, una volta installato, Thunderbird chiede se si intende importare in automatico la posta, le sottocartelle e la rubrica da Outlook/Outlook Express, senza alcuna difficoltà per l’utente che intenda provarlo. Ovviamente anche Thunderbird può essere installato su Windows, Mac, Linux, importando TUTTE le proprie email, sottocartelle, rubriche ed impostazioni da un sistema ad un altro. Come fare? Facilissimo:
sotto Windows occorre copiare la cartella C:\Documents and Settings\ [NomeUtente]\Dati applicazioni\Thunderbird e qui possiamo trovare tutta la posta, le estensioni, i temi, la rubrica e gli account usati, ovvero il necessario per passare da Windows a Mac, per esempio. Il profilo, non necessario per il ripristino della posta, ma comodo per un trasferimento da Windows ad un altro Windows (non serve per Mac), è presente nella directory: C:\Documents and Settings\[NomeUtente]\Impostazioni locali\Dati applicazioni\Thunderbird.
su Mac è ancora più facile: basta solo copiare la cartella Thunderbird situata sotto “NomeUtente” – “libreria”: molto comodo per effettuare backup, totale e veloce, o per trasferire il tutto tra due Mac.
sotto Linux (grazie Andrea!) le impostazioni dei programmi vengono salvate sotto:
/home/nomeutente/.nomeprogramma/ (è una directory nascosta, ha il punto davanti, per visualizzarla occorre visualizzare i file nascosti sul file manager – su Gnome è CTRL+H)
brevemente:
~/.nomeprogramma/
(è molto simile al mac)
Thunderbird dovrebbe salvare le sue impostazioni sotto
~/.thunderbird/
Siccome Thunderbird è molto stabile e mi ha risolto il problema di un backup facile e veloce, ho deciso di adottarlo abbandonando definitivamente Outlook Express. Ho pensato: “casomai cambiassi sistema…”.

Terza ciliegia: OpenOffice, una suite office che non fa assolutamente rimpiangere Microsoft Office, pur con dei distinguo da fare. Lo installo, lo utilizzo e vedo che il programma legge, modifica e salva i files .doc e .xls di Word ed Excel senza problemi: per i documenti creati ex-novo OpenOffice salva in formato .odt e .ods, formati aperti che, a mio parere, dovrebbero diventare lo standard di mercato mettendo in condizione tutti gli utenti di poterli gestire indipendentemente dal programma utilizzato. Siccome però nel mondo lo standard de-facto è quello chiuso e proprietario di Microsoft, imposto OpenOffice perché salvi sempre i documenti nel formato Word, Excel, Powerpoint, in maniera da potermi garantire la compatibilità con i miei clienti ed i miei colleghi. Ignoro se OpenOffice legga anche i files in Access (io non lo uso): sicuramente non legge i files di Publisher, un programma di desktop publishing abbastanza datato (personalmente in sostituzione mi basta usare il word processor di OpenOffice, eventualmente si può utilizzare un altro software opensource, Scribus). Anche OpenOffice è multipiattaforma: gira sotto Windows, Linux, Solaris e, per quanto riguarda il Mac, c’è suo fratello NeoOffice, specificatamente strutturato per OSX. Onestamente non sostituisco immediatamente Microsoft Office con OpenOffice: l’abitudine alle scorciatoie imparate in anni di M.O. e alcuni comandi situati in posizioni diverse (ah, la pigrizia!) fanno sì che continui ad utilizzare il primo. Ma nel momento in cui decido di cambiare pc (senza ancora pensare seriamente al Mac) scopro che sono costretto ad acquistare una nuova licenza di Microsoft Office, perché quella presente sul mio notebook è dell’azienda dalla quale proviene il pc . A questo punto, avendo un programma che fa le stesse identiche cose e per di più è gratuito, perché spendere centinaia di euro da dare al sig. Steve Balmer? Detto fatto, abbandono M.O. e passo ad OpenOffice, anche pensando: “casomai cambiassi sistema…”

Scusatemi per la lunghezza del post, spero sia stato comunque interessante e/o utile: alla prossima settimana per la terza parte.

Saluti migratori dal Vs. BigFab.

Da Windows a Mac – 1° parte

Windows logo Mac logo

Finalmente posso dedicarmi a quanto promesso, ovvero alla descrizione del mio passaggio da un pc con Windows ad un Apple Macintosh. Prima di iniziare una debita premessa: quello che leggerete è l’insieme di motivazioni, esperimenti ed intenti della mia esperienza personale; è il diario di questa mia avventura, quindi non aspettatevi dettagli tecnici approfonditi, guide “How to” ecc. ecc., ne rimarreste delusi. Piuttosto può esservi utile leggere le motivazioni che mi hanno portato a fare lo “switch”, il cambio di sistema, come mi sono preparato a farlo e, ovviamente, potete sempre contattarmi a mezzo email per confrontarci sui vari aspetti di questo passaggio..

Breve cronistoria della mia avventura informatica.

Commodore logo

Ho messo le mani sul mio primo computer nel 1986, un eccezionale (per quei tempi) Commodore C64, utilizzando il Basic preinstallato e successivamente il mitico GeOs, un sistema operativo ad icone antesignano delle varie “finestre” sviluppatesi in seguito, poi ho utilizzato vari PC: il PC1 dell’Olivetti (un 8086) dove ho utilizzato il DR Dos e l’MS Dos, un 80386 assemblato, un Pentium ed un Pentium II entrambi della Olidata, con i vari Windows (3.1, 95, 98, 98Se) fino ad arrivare all’ultimo Pc, un notebook Packard Bell con processore Amd Mobile 3200 e dotato di Windows XP, utilizzato più come “desktop replacement” che come portatile, dato il peso di 4 kg. e l’autonomia piuttosto limitata. Ad ogni modo il Packard Bell è stato un computer “onesto”: l’ho sempre usato molto, soprattutto per lavoro, e pur non essendo un fulmine di guerra ed avendo qualche difettuccio (la già citata scarsa autonomia, la temperatura che sale rapidamente, facendo azionare le ventole per lungo tempo) non mi ha fatto rimpiangere di averlo comprato, soprattutto per il prezzo contenuto.

La mia esperienza con Windows.

Chi si aspetta di leggere di catastrofi, maledizioni Maya ed anatemi per aver utilizzato Windows, si sbaglia. Avendo utilizzato gran parte dei Windows prodotti, dal primo 3.1 utilizzato più per bellezza che altro (l’operatività quotidiana era sotto Dos, per me più veloce ed immediato) all’ultimo XP con Service Pack 2, ho valutato la crescita ed i miglioramenti di questo sistema operativo: in particolare Windows XP è e rimane, a mio giudizio, il migliore dei Windows prodotti. Una volta installato e configurato sul mio pc non ho mai avuto problemi di stabilità: le “morti blu”, ovvero la schermate di crash di sistema, sono per me un lontano e triste ricordo del Windows ’95; ho smanettato installando e disinstallando programmi, montando ram, sostituendo hard disk, schede grafiche ed audio, sempre riuscendo nelle operazioni. Un paradiso? No, questo no. La semplicità nell’installare/disinstallare software e nel sostituire l’hardware non è del mondo Windows. Spesso ho litigato con i driver dell’hardware, a volte anche sonoramente; una volta installati alcuni programmi occorreva Diogene con la sua lanterna per scovarne le tracce lasciate nel sistema operativo.

Questo, secondo me, è il punto nevralgico dei sistemi basati su Windows: occorre lavorarci sopra, perché è la sua “vocazione” ad imporlo. Windows può essere installato su tutti i pc del pianeta, deve quindi essere in grado di dialogare con ogni hardware e software di tutti i produttori che abbiano previsto la compatibilità con il mondo Win. In funzione della componentistica e dei programmi utilizzati in un pc, Windows potrà essere più o meno bilanciato, ma non sarà mai ottimizzato al 100%: per far ciò occorrerebbe un pc realizzato da Microsoft, con componentistiche prefissate e drivers nativi, cosicché il sistema operativo calzerebbe come un guanto. Questa è la scelta di Apple: il suo sistema operativo è previsto solo per le macchine prodotte da Apple, il binomio hardware – software è ottimale.

Ci sono altri due difetti di Windows a mio parere rilevanti. Nell’installazione dei programmi viene modificato il Registro di Configurazione di Windows con le informazioni relative ai vari software presenti sul pc. Tali informazioni rimangono totalmente o parzialmente anche quando si disinstalla il software: non sempre è possibile eliminarle, vuoi per l’Uninstall del singolo software non ottimale (se non talvolta assente), vuoi per una particolare invasività del software (ho disinstallato un Norton Antivirus, non ricordo che versione, con delle tempistiche bibliche, non riuscivo a rimuoverlo!). Fatto sta che il registro di configurazione si riempie di informazioni, diventa obeso e rallenta il sistema, rendendo il pc una lumaca nel giro di pochi mesi: non è a mio parere concepibile dover formattare e re-installare tutto ogni anno, né dover cambiare un pc ogni tre anni. Attenzione, non parlo per i professionisti dell’IT, per gli appassionati di tecnologia o per gli smanettoni: parlo per me, utente “medio”, con un utilizzo “standard” del pc (suite office, Internet, email e poco altro). L’ultimo problema è la sicurezza: Windows è molto diffuso, di conseguenza sono proliferati virus e malware che hanno come obiettivo proprio il s.o. di Microsoft: quest’ultima li ha agevolati a causa di una miopia di progettazione del s.o., sottovalutando il problema della sicurezza in un network planetario come Internet. Pertanto, per utilizzare con sicurezza un pc con Windows, occorre dotarsi di un serio antivirus, un solido firewall ed un accurato spyware, per ridurre al minimo i rischi di essere infettati da virus, trojan, malware, con conseguenze anche molto gravi. Senza questi software di terze parti Windows, da solo, è totalmente insicuro, alla mercé di ogni programma ostile.

Mi rendo conto che, al contrario della premessa, ho parlato malissimo di Windows; in realtà ho solo riportato la mia esperienza con questo sistema operativo e le mie convinzioni su quelli che sono i suoi difetti principali e più gravi. Sul mio notebook non ho eseguito significativi interventi hardware e, utilizzandolo prevalentemente per lavoro, non ho smanettato con software vari in continuazione; ho subito installato una suite di sicurezza internet a pagamento (prima Norton, successivamente Kaspersky, che consiglio vivamente) ed ho utilizzato abitualmente l’ottimo Ad-Aware. Ebbene, in tre anni di Windows XP non ho mai avuto un problema né di stabilità, né di sicurezza.

Alla prossima puntata (spero di scriverla a breve!).

Saluti informatici dal Vs. BigFab.

Notebook Tales?

Notebook Tales

Dedicato a Kappa

Comment posted by Kappa
at 11/20/2007 11:01:34 AM

Oh.
Che carini: un iBook e un fermaporte.
D

Comment posted by Michela
at 11/17/2007 9:39:02 AM

Tenerissimi i due fratellini… ehm,… cuginetti… mmhhh,… diciamo “semplici conoscenti” (per dirla alla Kappa)!

Bye ;)
Michela