Travaglio e Schifani (post aggiornato successivamente)

Sabato 10 c.m. Marco Travaglio, durante la trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, ha affermato che Renato Schifani, neopresidente del Senato, ha avuto contatti in passato con esponenti condannati successivamente per mafia. Di seguito alcuni minuti della trasmissione con le affermazioni “incriminate”:

Come ben saprete, si sono aperte le cataratte del cielo: tutti, da destra e alcuni da sinistra (ma esiste ancora?), a criticare nell’ordine: Fabio Fazio, la Rai tutta, il direttore generale Cappon, gruppi di persone che vogliono “boicottare il dialogo” (mah?!), ecc. ecc. Ebbene, Travaglio ha citato quanto riportato in un libro (che dovrò leggere per meglio documentarmi), “I complici” di Lirio Abbate, giovane giornalista che vive sottoscorta per le sue indagini sul crimine organizzato, in cui, fra l’altro, vengono descritti i rapporti tra tra Schifani (ed Enrico La Loggia) e Antonino Mandalà, successivamente condannato per attività mafiosa.

A parte che, come al solito, le cose scritte nei libri hanno una risonanza mediatica decisamente inferiore di quanto sparato in diretta televisiva, sarebbe interessante che chi si è strappato le vesti per l’ “uso strumentale” del mezzo pubblico ecc. ecc., dicesse chiaramente: “Travaglio ha torto” e lo confutasse. Peccato che nessuno l’abbia fatto perché, forse, torto non ha.

Travaglio può essere simpatico, antipatico, considerato di parte o super partes, come volete, ma ha dimostrato di parlare, fino adesso, sempre con dati di fatto alla mano, documentati e verificabili: le “verginelle” politiche che gridano allo scandalo o al complotto hanno fatto, a mio avviso, il loro tempo e sarebbe ora di cambiare pagina.

Saluti mediatici dal Vs. BigFab.

* AGGIORNAMENTO: *

Ho appreso che Renato Schifani ha querelato Marco Travaglio per calunnia. Molto bene. Scopriremo presto (si fa per dire…) se quanto detto da Travaglio costituisce calunnia oppure verità.

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10 Risposte

  1. Tutti lì a dire che Travaglio in fondo ha solo citato un dato di fatto, che “il fatto” è scritto nel tal libro… Chi dice che perchè una cosa è scritta in un libro allora è vera e io la posso citare?

    Se Travaglio vuole fare il giornalista serio, e vuole dare il buon esempio ai suoi colleghi, allora deve dimostrarmi che quando l’On Schifani conobbe il sig. Mandalà gia allora era a conoscenza di una sua affiliazione mafiosa.

    In caso contrario io credo ad un sano principio dell’ordinamento italiano: la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio.

    Non mi sono mai piaciuti gli opinionisti bravi a sollevare il dubbio per pura utilità politica/professionale. E Travaglio in questo è maestro.

  2. > Chi dice che perché una cosa è scritta in un libro allora è vera e io la posso citare?

    Non avendo ancora letto personalmente il libro, posso solo dirti quello che ho trovato in rete: nel libro “I complici” vengono riportate virgolettate le intercettazioni telefoniche di Mandalà, puoi trovarle anche tu con un motore di ricerca e fartene un’idea; io ho trovato strano che un condannato per mafia abbia in passato potuto rivolgersi così all’attuale Presidente del Senato: “Senti una cosa, tu mi devi fare la cortesia, pezzo di merda che sei, di non permetterti più di rivolgermi la parola”.

    > Non mi sono mai piaciuti gli opinionisti bravi a sollevare il dubbio per pura utilità politica/professionale. E Travaglio in questo è maestro.

    Non mi risulta: anzi, in passato Travaglio è stato citato in giudizio per diffamazione da Silvio Berlusconi ed è stato assolto con formula piena, quindi quello che ha scritto su di lui non era dubbio, ma fatto reale, altrimenti sarebbe stato condannato.

    Personalmente Travaglio non mi è simpatico, ma gli riconosco onestà intellettuale e fondatezza delle sue accuse, nonché una certa imparzialità, perché se la prende con politici collusi di destra e di sinistra, senza distinzioni se non la fedina penale.

    A margine, non me ne frega niente che un politico abbia in passato frequentato persone che, solo dopo tempo, siano state processate e condannate per mafia: una persona adulta sa bene con quali persone può e vuole stringere amicizie, alleanze o fare affari. La mia aspettativa è che chi deve amministrare la Res Publica sia una persona al di sopra di ogni minimo sospetto, non perché non ne parlino gli organi d’informazione, ma perché sia di specchiata onestà; qua, da ogni parte ti giri, sono tutti con le mani sporche di marmellata e mi sono francamente rotto i coglioni di dover scegliere tra il peggio ed il meno peggio, tra collusi con mafie e ladri semplici.

  3. Devo dire che l’intercettazione citata non mi sorprende più di tanto, considerando il contesto (telefonata privata) e il rapporto di lavoro tra i due interlocutori. Anzi a dire di più mi sembra che il Mandalà non ci tenga più di tanto ad avere rapporti con Schifani.

    Inoltre il fatto che Travaglio sia stato assolto dall’accusa di Calunnia contro Berlusconi non mi dice niente di più sul fatto che non stia magari calunniando Schifani.

    Il succo della mia obiezione non è qui di difendere Schifani, del quale francamente poco me ne importa, quanto piuttosto quello di affermare il principio sacrosanto secondo il quale non si possono fare processi alle intenzioni partendo dal presupposto che siccome uno è un politico allora deve necessariamente essere in malafede, ed esserlo sempre stato. Qui non parlo di Schifani. E’ un problema che va alla radice del sentimento di antipolitica che dilaga sempre di più.

    Tu cerchi persone di specchiata onestà (avvisami quando ne trovi una, le cerco anche io) e questo va bene. Però prima di urlare alla conclamata disonestà di uno o più politici è necessario avere qualcosa di solido in mano, e non soltanto un fumus, un dubbio, un castello di sospetti. E inoltre bisogna che sia l’accusatore a fornire le prove di quanto dice, senza rimandare continuamente all’accusato l’onere di affermare e provare la sua innocenza.

    La politica italiana è uno spettacolo disgustoso anche perché è troppo personalistica. E’ un continuo discutere di onesti e disonesti, buoni o cattivi, belli o brutti. Di questo io mi sono scocciato. Vorrei tanto sentire dibattiti sulle idee, sulle cose concrete, sui miei e sui tuoi problemi.

  4. Marco, anch’io nel mio blog ho scritto della vicenda Travaglio_Schifani, e più o meno nei termini esposti da BigFab.

    E anche io, tra i miei commentatori, ho avuto prese di posizione simili alle tue. Ma c’è un errore di fondo che nessuno sembra aver capito. Nessuno sta accusando Schifani di niente. Né, tanto meno, nessuno lo vuole processare per qualsiasi motivo. Gli si sta solamente chiedendo di chiarire questa cosa. Punto e basta.

    Tutti sappiamo che Schifani è un uomo integerrimo, senza condanne passate in giudicato e senza processi o contenziosi in corso. Per mantenere tale questa sua reputazione basterebbe che dicesse una volta per tutte due parole chiarificatrici, se non altro per rispetto di tutti quelli che votando hanno contribuito a fargli assumere la carica prestigiosa che ricopre senza magari sapere di queste ombre sul suo passato.

    E’ chiedere troppo?

  5. > il fatto che Travaglio sia stato assolto dall’accusa di Calunnia contro Berlusconi non mi dice niente di più sul fatto che non stia magari calunniando Schifani

    Ovviamente no: dice semplicemente che Travaglio ha parlato basandosi sui fatti e non rappresenta un maestro nel “sollevare il dubbio per pura utilità politica/professionale.”

    > E’ un problema che va alla radice del sentimento di antipolitica che dilaga sempre di più.

    Perdonami, ritengo il termine “antipolitica” un’invenzione della stampa per catalogare ed identificare un diffuso sentimento di dissenso crescente verso gli sprechi nella cosa pubblica, vero vilipendio dello Stato. Personalmente io non mi ritengo antipolitico, semmai antipolitici, ovvero contesto questa classe dirigente che si è rilevata nella maggior parte dei suoi appartenenti e per la maggior parte del suo operato totalmente inadeguata a gestire un paese sempre più distante, sotto ogni profilo, dal progresso etico, politico, civile, sociale, economico attualmente raggiunto da tutti gli altri stati europei.

    > Tu cerchi persone di specchiata onestà (avvisami quando ne trovi una, le cerco anche io) e questo va bene

    Tutte le persone che conosco sono persone oneste, per quanto ne sappia io: diciamo che le posso considerare di “normale” onestà, intendendo per normale un’evidente lontananza da compromissioni con la delinquenza, intesa come gruppi di persone, come atti, come inclinazione. Penso che anche per te sia così: le persone che conosci, che frequenti, con le quali hai un rapporto di amicizia siano scevre da negative inclinazioni, siano “normalmente” oneste. Perché uso il termine “normale”? Perché per molti appartenenti alla classe politica scandali, compromissioni con illeciti e condanne definitive sembrano essere all’ordine del giorno! Sembra “normale” che tizio abbia preso tangenti, che caio sia andato a festini con prostitute e droga, che sempronio abbia fatto parte di una giunta sciolta per infiltrazioni mafiose, ecc. ecc. ecc. Sembra che vengano scelti col lanternino, data l’alta concentrazione di simili personaggi in Parlamento: ovviamente non sono tutti così, ma le mele marce sono veramente tante e, per l’alto profilo del luogo in cui si trovano, sono proprio troppe. Un politico corrotto ha la stessa autorevolezza di un prete bestemmiatore o di un generale codardo.

    > La politica italiana è uno spettacolo disgustoso anche perché è troppo personalistica. E’ un continuo discutere di onesti e disonesti, buoni o cattivi, belli o brutti. Di questo io mi sono scocciato. Vorrei tanto sentire dibattiti sulle idee, sulle cose concrete, sui miei e sui tuoi problemi.

    Sono perfettamente d’accordo con te. Qualcuno ci prova ma trova ovviamente molta difficoltà.

    > Nessuno sta accusando Schifani di niente. Né, tanto meno, nessuno lo vuole processare per qualsiasi motivo.Gli si sta solamente chiedendo di chiarire questa cosa.

    Esattamente. E, credo, la sentenza del giudice che verrà pronunciata a seguito del procedimento per calunnia intentato da Schifani contro Travaglio potrà rendere evidente se c’è stata calunnia o meno, con le ovvie conseguenze per entrambi.

  6. Andrea@ “Nessuno sta accusando Schifani di niente. Né, tanto meno, nessuno lo vuole processare per qualsiasi motivo.Gli si sta solamente chiedendo di chiarire questa cosa”

    Questo è il punto. Del resto nei Paesi anglosassoni i giornalisti fanno letteralmente le pulci ai politici, chiedendo loro conto di qualsiasi cosa. Figurarsi se non chiederebbero chiarimenti in un caso del genere.

    Travaglio è poi un giornalista scafato e non certo ingenuo. Sapeva di poter essere querelato in seguito alle sue affermazioni.

    ciao!

  7. A proposito di cosa sia la verità giornalisticamente parlando (o cosa dovrebbe essere), consiglierei di leggere l’articolo di D’Avanzo di ieri su repubblica

    http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lezione-schifani/lezione-schifani.html?ref=search

    Oggi Travaglio risponde e D’Avanzo replica

  8. Bello il pistolotto di D’Avanzo, che sostanzialmente sostiene che trent’anni fa Schifani ha avuto rapporti con persone condannate per mafia 18 anni dopo. Quindi è possibile che il buon Renato non sapesse niente – all’epoca – che quelli erano mafiosi (e magari all’epoca effettivamente non lo erano neanche).

    Come ho ripetuto fino allo sfinimento, tutto il can can in corso si sarebbe potuto evitare se solo Schifani, invece di trincerarsi dietro un insulso “no comment” (http://tinyurl.com/4xeq6m), avesse chiarito dalla sua viva voce questo semplicissimo concetto.

    Ma no, adesso lui è la seconda carica dello stato, mica può perdere tempo con noi per spiegare questo semplicissimo concetto: meglio dare mandato agli avvocati.

    Bene, così finalmente una sede stabilirà una volta per tutti chia ha detto la verità e chi no.

  9. @Marcocampione
    Grazie per la segnalazione. A mio parere D’Avanzo non aggiunge nulla di costruttivo alla questione. La frase: “E’ un metodo di lavoro che non informa il lettore, lo manipola, lo confonde.” non la condivido, per quanto mi riguarda non mi sento né manipolato né confuso, semmai stimolato a cercare informazioni ed a confrontarmi con altre persone come voi; vero è che non tutti usano internet, né magari dedicano tempo a queste vicende e “bevono” quello che viene detto in tv, ma ciò vale per ogni cosa detta da chiunque sia sul piccolo schermo. La frase “E’ un sistema che indebolisce le istituzioni” invece mi ha fatto proprio ridere: non è Travaglio, né Stella, né altri giornalisti che indeboliscono le istituzioni, bensì chi, fino adesso, le ha presiedute avendo come fine le proprie tasche ed i propri interessi; a mio avviso Mani Pulite ha messo in rilievo la sostanziale impunità per i politici coinvolti (al contrario di molti imprenditori che, giustamente, hanno pagato le proprie malefatte) ed dal 1992 ad oggi la sostanza non è cambiata, ma solo alcune forme.

    @ Tutti
    Grazie per questo interessante confronto d’idee.

  10. SCHIFANI E’ STATO SOCIO DI UN MAFIOSO? POTEVA NON SAPERLO. LA SOCIETA’ PRATICAVA L’ USURA? CE NE SONO TROPPE IN ITALIA ED UNA MAGISTRATURA SCARSA DI MEZZI PURTROPPO NON SE NE E’ OCCUPPATA. MA E’ STATO SCELTO DA BERLUSCONI COME PRESIDENTE DEL SENATO ( A MIO AVVISO) PER UN ATTO DI GRATITUDINE PER IL LODO SCHIFANI MACCANICO CHE NON HA SALVATO DALLA CONDANNA PREVITI PER CORRUZIONE DI GIUDICI
    (METTA SQUILLANTE) FATTA NELL’ INTERESSE DI B, E CON I SOLDI RIVEVUTI DA FININVEST. MA PREVITI NON ERA FRA LE 5 ALTE CARICHE DELLO STATO. PER QUESTO MOTIVO NON POSSO ACCETTARLO COME VICE-NAPOLITANO SERGIO

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