La mia distanza da questa politica

In un simpatico post di Andrea Sacchini ho scoperto che il sito Openpolis ha messo a disposizione uno strumento per orientarsi nell’attuale campagna elettorale, Voisietequi: rispondendo a 25 temi proposti, si ottiene la propria posizione rispetto ai programmi dei vari partiti.

Ho risposto alle domande in maniera spontanea, riflettendo sui quesiti senza soffermarmi troppo, cercando cioè di rispondere con coscienza senza avvilupparmi in contorti ragionamenti. Ecco il risultato:

Dsitanza politica

Calcolando una certa “tolleranza” nella valutazione del grafico, ho avuto la conferma di quel che sapevo già: mi sento distante dalle posizioni dei partiti, sono distante da questa politica, fatta di promesse che non verranno mantenute, di candidati che non potrò scegliere singolarmente, di squallidi balletti di potere e d’interesse personale al capezzale di un’Italia molto, molto malata.

Se votare significa esprimere una preferenza, con questa legge non posso preferire alcun candidato, solo scegliere blocchi di nominativi stabiliti da poche persone che, una volta elette, si spartiranno poltrone e prebende: allora no, grazie, questa volta non voterò, non intendo alimentare un’oligarchia che è riuscita a modificare la legge elettorale per assicurarsi una propria continuità svincolata da ogni responsabilità oggettiva del proprio operato.

Ritengo che questo sia l’unico modo in cui io possa manifestare il mio dissenso verso questi “politici”: il mio voto è prezioso, voi non ve lo meritate. Non è antipolitica, anzi, è vera politica: sono loro a disprezzare i cittadini con il loro operato, mentre con le parole fanno tutto in nome del “paese” o del “popolo sovrano”. Sicuramente verranno votati, sicuramente verranno eletti: mi auguro che un’eventuale alta astensione possa far comprendere la distanza che intercorre tra gli appartenenti alla casta politica ed il paese reale e, di conseguenza, possa modificare alcuni comportamenti ormai non più tollerabili.

Saluti politici dal Vs. BigFab.

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3 Risposte

  1. Concordo con la tua posizione. Molti insistono sul fatto che, evitando di votare, non cambierà nulla perché i politici conserveranno comunque il loro posto.
    Ma io non posso scegliere nessuno perché mi sento distante da tutti. Come posso votare il “meno peggio” se per me esso non esiste?
    Inoltre non m’interessa di votare “contro” Berlusconi, come se questo fosse il Male Assoluto. Votando Veltroni voterei forse qualcosa di meglio? Mi meraviglia un po’ il fatto che molti credano ancora nell’utilità di votare “contro” qualcuno.
    Il centrosinistra è stato al potere. Ha forse risolto il problema del conflitto d’interessi? Ha forse cancellato le leggi-vergogna? Non ha forse votato per un indulto d’amore e d’accordo con FI? Non ha forse fatto una politica impopolare sotto parecchi punti di vista?
    Quando si comprenderà che non esistono vere differenze fra queste oligarchie perennemente in lizza per il Potere?

    Saluti 🙂

  2. sbaglierò, ma da quello che leggo in giro mi pare di capire che non saranno pochi quelli che sceglieranno questa strada.

    Ciao.

  3. Ritengo che, pian pianino, si stia prendendo coscienza dell’immobilismo di questa oligarchia, dove tutto cambia (nomi dei partiti, alleanze, programmi) per non cambiare nulla. Speriamo che effettivamente un’eventuale alto astensionismo porti qualche politico a cambiare modus operandi, fosse pure per mero calcolo (quello lo sanno sempre fare!).

    Saluti a tutti! 🙂

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