Tirare fuori gli attributi

tigre

Immagine tratta da www.flickr.com/photos/80375783@N00/2239711145

Dal blog di Vittorio:

Io sono un pazzo e soffio contro i mulini a vento, sputo incontro alla tempesta e preparo l’arpione per una balena che forse non ci sarà mai, nel cammino solitario che conduce a cambiare il mondo, o più probabilmente alla follia. Scommetto sul futuro e non mi guardo mai le spalle, sperando che quando lo farò ci troveremo in tanti, a non esserci arresi nella battaglia della vita.

E’ facile arrendersi alla tempesta (è una tentazione che provo spesso), occorre diventare capitani più coraggiosi.

Saluti indomiti dal Vs. BigFab.

Fast Mobile Modem 3 e Snow Leopard

Immagine tratta da www.flickr.com/photos/66831055@N00/85418943

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Post breve e conciso (mi scuso con tutti i miei amici di rete per l’assenza dal mio blog, cercherò di tornare presto e con maggior frequenza!).

Il software Fast Mobile Modem 3, versione 2.3.0B, di Ottobre 2008 (ultima versione disponibile dal sito della Tre), NON E’ COMPATIBILE con Mac OSX 10.6 Snow Leopard; questo software permette di collegare il Mac ad internet utilizzando il cellulare come modem (qui la lista dei dispositivi compatibili).

Di seguito il testo della email dell’assistenza Tre che ho ricevuto oggi:

In riferimento alla sua email del 26 ottobre 2009 la informiamo che il software da lei indicato è compatibile sino alla relase 10.5 e relative patch, questo perchè compilato per sistemi operativi costruiti su kernel 32 bit.
Mac os X 10.6 ovvero SnowLeopard utilizza un’architettura interamente basata su 64 Bit, ne consegue l’impossibilità all’utilizzo. (…) La invitiamo quindi ad attendere la fase di sviluppo dei driver e software per il nuovo Snow Leopard Osx 10.6.

Spero possa essere utile a chi, come me, cercava informazioni in merito e non ne trovava. Ah, per precisione, non ho ancora aggiornato il Leopardo…

Saluti! BigFab.

Dipingere paesaggi tramite Google Street View!

Immagine tratta da www.flickr.com/photos/36679351@N00/3104977831

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Ho appreso da Repubblica.it che l’artista americano Bill Guffey ha utilizzato Google Street View per vedere (e successivamente dipingere) paesaggi che sarebbe stato difficile, se non impossibile, osservare direttamente a causa di problemi economici e logistici (ovvero spendere denaro per girare il mondo).

Mie personali considerazioni: Internet è sempre più uno strumento potente e poliedrico; i dipinti di Guffey mi piacciono molto (non posso giudicare se sono artisticamente validi o meno, non ho le basi, mi piacciono punto e basta!); per prendere ispirazione da alcuni degli scorci visti nelle immagini, bisogna essere proprio degli artisti, a me non avrebbero detto niente! (vedi ad es. la foto n° 4).

Saluti artistici dal Vs. BigFab.

Vi interessano “rinomate marche di automobile costosi”?

Immagine tratta da www.flickr.com/photos/9619972@N08/2576214852

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Gioie e dolori dello spam, ogni tanto più gioie che dolori.

Come oggi, per esempio, a due miei indirizzi di posta in disuso (avente lo stesso dominio), sono arrivati questi due messaggi spam:

1° Messaggio:

Mittente: bigfab@vecchiodominiolavoro.biz (praticamente me stesso!)

Destinatario: bigfab@vecchiodominiolavoro.biz

Oggetto: Vi offriamo la possibilita di incrementare i vostri introiti di 918 eur alla settimana.

Testo: Ciao, amico, (amico a chi?! Pussa via!) Noi siamo holding forte.
Dal 1991 ci occupiamo della vendita di rinomate marche di automobile costosi
quali Mercedes. Noi cerchiamo operatori nel vostro paese. Potete contattarmi direttamente all’indirizzo: fabaccamdnx7@hotmail.com.

2° Messaggio:

Mittente: bigfab2@vecchiodominiolavoro.biz (di nuovo me stesso!)

Destinatario: bigfab2@vecchiodominiolavoro.biz

Oggetto: La nostra proposta e interessante per il 68% della popolazione. (BUAHAHAHAHAHAH!)

Testo: Ciao, amico (di nuovo?! Ma chi ti conosce!!!), Noi siamo societa nota. (e infatti non vi firmate!) Dal 1993 (ma non era dal 1991?!) ci occupiamo della vendita di rinomate marche di automobile rinomati quali Audi.
Noi Stiamo cercando agenti nel vostra citta. Potete contattarmi direttamente all’indirizzo: frankiewiczcjpwran@hotmail.com

Ovviamente, è un evidentissimo caso di spam truffaldino: il mittente risulta essere il mio stesso indirizzo, l’italiano è pessimo (vabbé, qui occorrerebbe aprire una parentesi sul pessimo italiano usato nel mondo del lavoro, sed transeat), i dati delle due email si contraddicono, gli indirizzi email sono di provider che offrono il servizio gratuitamente. Per spam truffaldino intendo email spam false e molto molto molto probabilmente truffaldine; lo “spam” semplice è quello di aziende realmente esistenti, che purtroppo hanno avuto la splendida idea di comprare liste di indirizzi email da nonsochi per rompere i maroni inondare le suddette caselle di posta di pubblicità non richiesta.

Saluti spam dal Vs. BigFab.

Mi sono cadute le sfere…

Immagine tratta da www.flickr.com/photos/29638083@N00/3203435803

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Come sta andando il lavoro?

Me lo chiedono in molti. Se anche voi volete sapere “come va’” in generale, leggete questo articolo del Sole 24 Ore; direi che rappresenta un’ottima sintesi della situazione, sia contingente, che strutturale, della nostra Italia.

Saluti sferici dal Vs. BigFab.

V1 e V2

Immagine tratta da www.flickr.com/photos/58472333@N00/2813627326

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Ieri ho assistito ad un breve dialogo fra due persone anziane, due umarells per l’esattezza, uno con le mani immancabilmente dietro la schiena e l’altro che spingeva la bicicletta a mano, fianco fianco al compare; li chiameremo Vecchietto 1 e Vecchietto 2, V1 e V2 (e mai sigla fu più azzeccata).

V1: Guarda, ci vorrebbe un bombardamento aereo!

V2: Un bombardamento aereo?

V1: Certo, proprio un bel bombardamento aereo! A Roma, caro mio, c’è più gente che mangia di quella che lavora!

XD

Continuiamo a stupirci ancora se la Lega prende voti con lo slogan “Roma ladrona” e con i comizi politici “moderati” di Borghezio e Calderoli? Io no. Ah, dimenticavo, l’accento di V1 e V2 non era costituito dal classico “né” torinese, ma un po’ più in giù, diciamo sotto quella Roma che V1 e V2 vorrebbero bombardare…

Saluti aerei dal Vs. BigFab.

Due anni

In cammino

Il passato è già alle spalle, il presente è adesso, il futuro è tutto tuo.

Buon compleanno, figlio mio.

Il pacifista di Westminster

Immagine tratta da www.flickr.com/photos/35395389@N00/405507838

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L’Ansa riporta una serie di fotografie con alcune didascalie, ve le riporto di seguito tutte insieme.

A Londra, davanti a Westminster, dura da tremila giorni la protesta di un pacifista britannico

Brian Haw ha 60 anni e dal 2 giugno 2001, quando lascio’ il suo lavoro di falegname, esprime il suo dissenso contro il coinvolgimento del Paese nelle guerre in Iraq e in Afghanistan. ”Tremila giorni – spiega Brian Haw – passati a guardare i politici che mentono mentre i bambini muoiono. E siamo tutti responsabili”. Tutti i tentativi del governo di farlo andare via dal marciapiede di fronte all’entrata principale del parlamento non sono serviti. Non sono bastate leggi appositamente fatte contro di lui, ne’ le intemperie meteorologiche. Haw e’ rimasto come un simbolo della liberta’ d’espressione. Eppure, nonostante gli elogi e qualche momento di gloria, non ne e’ cosi’ felice. Si e’ indurito a vivere otto anni in strada, sopravvivendo esclusivamente grazie ai ‘contributi’ dei passanti e di amici generosi che lo ospitano per una doccia o che gli portano cibo e sigarette. A furia di combattere contro le ingiustizie, ha perso anche la sua famiglia – sua moglie ha chiesto il divorzio – e la sua salute peggiora.

Adoro gli eroi, adoro coloro che per un proprio ideale sono disposti a lasciare tutto per impegnarsi pacificamente in quello in cui credono. Anche se è destinato a perdere, e probabilmente Haw lo sa, non si da’ per vinto e manifesta ogni momento la propria contrarietà alla guerra ed ai diritti umani violati.

E’ vero, si possono trovare altre strade per portare avanti le proprie idee, forse più concrete e meno estreme, ma sicuramente più comode ed inclini al compromesso. Haw è un manifesto vivente al pacifismo ed alla caparbietà umana e lo voglio ricordare con questo piccolo post in mezzo alle mille notizie estive, molte delle quali vacue ed inconcludenti.

Ah, dimenticavo, siamo nell’era di Internet, logico quindi che Brian abbia un sito e su di lui ci sia una voce su Wikipedia.

Saluti pacifici dal Vs. BigFab.

Cosa c’è dietro il costo della frutta nostrana?

Immagine tratta da www.flickr.com/photos/31818720@N00/2682650698

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Nel mio lavoro mi occupo di industria, il settore forse più in crisi della nostra economia; continuo a dire (tra il serio ed il faceto) che se le cose continueranno ad andare così male, mi metterò a coltivar patate.

Forse anche quest’idea è sbagliata: ho letto sul blog di Beppe Grillo la lettera di un giovane agricoltore, che riporto integralmente.

Caro Beppe,
sono Samuele Bertuzzi, ho 27 anni, vivo in un paesino vicino ad Imola. Ti scrivo per raccontarti ciò che sta succedendo nel mondo nel quale lavoro e nel quale la mia famiglia, mio padre, i miei nonni hanno sempre creduto: l’agricoltura, i frutti della terra. Abito in Romagna, dove ci sono migliaia di aziende agricole forti produttrici di frutta, albicocche, pesche, nettarine, kiwi e uva da vino. La frutticoltura italiana sta vivendo un momento tragico, agli agricoltori sono riconosciuti prezzi ridicoli per i loro prodotti: 8-10 centesimi al kg (fonte Camera di Commercio di Bologna) per pesche e nettarine di prima qualità a fronte di un costo ,di produzione medio di 40/45 centesimi al kg. Nonostante questo, la frutta in negozio è venduta a prezzi dell’ordine di due euro al kg o superiori. Si trovano anche prezzi inferiori, ma per promozioni di prodotti di minor qualità e solo per alcuni giorni. Il 70% della nostra frutta viene venduto all’estero (Germania in primis, Inghilterra, Austria, Svizzera, Belgio, Est Europa) ed, anche qui i, prezzi sono incredibili. Un amico che vive a Londra mi ha comunicato che in un negozio della catena Tesco vendono quattro pesche a 1 pound ( quattro pesche sono 500 gr, quindi due pound al Kg pari a 2,32€/Kg). A conti fatti il costo della materia prima sul prezzo finale di vendita al consumatore è irrisorio: pensa, 10 centesimi contro 2€ di vendita rappresenta solo il 5%! Costano più l’imballaggio e il servizio della pesca! E’ incredibile e nessuno ne parla! Quando bisogna dare una notizia di aumenti dei prezzi, la prima cosa che si fa vedere in televisione è un bel banco allestito di frutta e verdura, perché fa scenografia, ma non si racconta ciò che ci sta dietro.
Ti voglio spiegare in breve come funziona la “filiera” dell’ortofrutta. L’attore principale è l’agricoltore: chi produce il bene, frutta o verdura che sia. Parliamo di frutta, che è quella che conosco meglio. L’agricoltore produce la frutta, ci impiega un anno e raccoglie il prodotto in soli tre mesi (da giugno a fine agosto in Romagna). Per preparare la produzione occorrono molti lavori, potatura, interventi agronomici al terreno, concimazioni, trattamenti con fitofarmaci, etc. ) con una anticipazione delle spese. L’agricoltore è un imprenditore, perché ha una proprietà, deve fare delle scelte nella sua azienda, né più e né meno di un industriale. Al momento della raccolta dei frutti c’è la vendita a chi acquista la frutta come materia prima per la sua produzione. Di solito, un magazzino ortofrutticolo (impresa privata o cooperativa) che procede a stoccaggio, refrigerazione, lavorazione, confezionamento e vendita del prodotto finito.
Il sistema creato negli ultimi 20 anni fa si che quando l’agricoltore vende il suo prodotto al magazzino, non c’è una vera e propria vendita con contrattazione del prezzo, ma un conferimento. L’agricoltore dà il suo prodotto al magazzino ad un prezzo che verrà stabilito a fine stagione quando il magazzino saprà quanto avrà incassato dalla vendita, tolte le sue spese. In altre parole l’agricoltore subisce un prezzo, non può stabilirlo lui, vende a prezzo da determinare a fine stagione.
Proseguendo per la filiera, il magazzino lavora la frutta, la imballa e la vende ad un importatore. Per contattare l’importatore si avvale spesso di un’agenzia di intermediazione, un soggetto che prende ordini dall’importatore e gli organizza la reperibilità del prodotto nei magazzini italiani. Sono agenzie che muovono SOLO carta, la frutta non la vedono nemmeno, perché va dal magazzino italiano alla piattaforma di arrivo. Spesso anche gli importatori sono in realtà delle agenzie fra il distributore estero e l’agenzia italiana! La frutta arrivata alla piattaforma viene quindi controllata, rilavorata se c’è l’esigenza, e distribuita ai punti vendita. Anche qui a volte ci sono altri intermediari che muovono solo carta. In fondo alla filiera chi fa il prezzo sono i venditori finali del prodotto: in larga maggioranza la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che in Italia si chiama Coop, Esselunga, Auchan, Conad; in Germania, Lidl, Metro, Edeka, Aldi, Tengelmann; in Inghilterra, Tesco, Sainsbury. La GDO stabilisce un prezzo e poi a cascata ogni soggetto partecipante alla filiera ricava il proprio guadagno, le proprie spese, nell’ordine inverso a quello che ha seguito la materia prima, nella più totale mancanza di TRASPARENZA. Gli ultimi due attori sono il magazzino di confezionamento e l’azienda agricola, che in realtà sono gli attori principali perché coloro che producono! Al magazzino la frutta viene pagata un prezzo medio per pesche e nettarine di 0,60€ dal quale toglie le proprie spese e QUELLO CHE RIMANE VIENE DATO ALLE AZIENDE AGRICOLE!
Gli agricoltori si trovano nella condizione che sanno quello che spendono per la produzione, ma non quanto incasseranno. Ma soprattutto incasseranno a un prezzo IMPOSTO, che non copre nemmeno il 20% del costo di produzione. Senza contare l’esposizione totale delle aziende agricole ai fattori meteo quali grandinate, precipitazioni troppo abbondanti, allagamenti dei campi, danni da vento. E un agricoltore al momento di raccogliere il prodotto non può permettersi di lasciarlo sulle piante perché l’80% delle spese è già stato fatto. Concludo dicendo che nemmeno associazioni Onlus o altro a scopi benefici sono interessati alla frutta, nonostante ci siano popolazioni intere senza cibo!
Beppe, io ti prego di dedicarci uno spazio nel tuo blog, perché nessuno dice niente, non ci sono articoli sui giornali, servizi in tv, radio, nessuno ne parla, l’agricoltura non fa notizia ed in Italia NON CONTA NULLA, ma rappresenta il 15% del PIL! Migliaia di imprese agricole in difficoltà (forse quelle che risentono in maniera maggiore della crisi), persone, famiglie che credono nel proprio lavoro, nei frutti della terra, che stanno “morendo” abbandonati da tutti. Anche la politica non muove un dito, si parla solo di banche, CONFINDUSTRIA, ma l’impresa agricola non esiste, gli amministratori locali sono persi nei loro cavilli burocratici, non fanno nulla per noi. Beppe, stiamo morendo, l’agricoltura così rischia di morire, i campi verranno trasformati in deserto, terreni incolti, abbandonati, sostituiti da parcheggi, ipermercati che vendono frutta estera che ha fatto migliaia di km, prodotto CO2, inquinato, poco controllata, prodotta a basso costo con spesso sfruttamento di manodopera e che farà arricchire solo qualcuno. E agli ormai ex agricoltori resterà solo di andare a sistemare frutta e verdura negli scaffali oppure dirigere il traffico nei parcheggi che hanno ricoperto le loro terre!
Ti prego Beppe, almeno tu dedica uno spazio nel blog a questo settore in grave difficoltà dimenticato da tutti, per non farci mollare mai nemmeno a noi! Con affetto.” Samuele Bertuzzi

Ma che razza di paese siamo diventati? Che cosa faremo nel prossimo futuro? Ostaggi di una burocrazia politica connivente, agli ordini di potenze economiche multinazionali, i cui veri capi sono qualche “baciamo le mani” con cervello a Napoli, Palermo, Catanzaro e mani a Milano, New York, Hong Kong? Tempi bui ci aspettano…

Saluti preoccupati dal Vs. BigFab.

Ilenia Visca non è un hacker, è una vittima

Immagine tratta da www.flickr.com/photos/34745138@N00/2601999508

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Riporto testualmente dal sito di Paolo Attivissimo, a dimostrazione che se si collegasse più spesso il cervello alle proprie mani, si eviterebbero certi scherzi fatti senza pensarci un minuto, che purtroppo creano danni nell’attuale società, sempre più permeata (nel bene e nel male) da Internet a livello personale, sociale e professionale.

Ho segnalato pochi giorni fa l’appello-bufala che circola fra gli utenti di Facebook e che segnala il presunto pericolo per una “Ilenia Visca” e per un “Paolo Monasterolo”, definiti “hackers” che ruberebbero dati personali.

Non è vero nulla, come al solito, ma la differenza importante rispetto ad altri falsi allarmi che segnalavano untori di questo tipo è che Ilenia e Paolo esistono veramente e stanno subendo un danno professionale non indifferente: i loro nomi, a causa di questa storia, adesso figurano in Google come vandali informatici.

Ilenia mi ha infatti contattato e ha pubblicato un commento in questo blog nel quale ha spiegato di essere “vittima di uno scherzo su facebook fatto da un amico”, che evidentemente non s’è reso conto delle conseguenze del suo gesto: “la prima cosa che compare [su] google è che sono un hacker.” Aggiunge: “mi hanno inviato insulti, mi han fatto strane proposte di lavoro, mi hanno chiesto di fare magie ai loro computer e allora…stufa di rispondere che io non ero un hacker ma avevo solo un amico poco corretto, mi sono tolta da facebook. tutto questo ovviamente sta accadendo anche al mio compagno.”

E chiede aiuto: “Questa situazione mi sta creando non pochi problemi. Come posso fare?”

A parte dare il benservito al suo amico, l’unica soluzione che mi viene in mente al momento, in attesa che l’amico si faccia vivo e faccia un atto pubblico di contrizione, è chiedere a tutti di linkare il più possibile questo articolo nei vostri blog, siti e pagine Facebook, in modo che chi cerca il suo nome in Google trovi la spiegazione della reale situazione di Ilenia e Paolo.

Se avete in mente altre soluzioni che non coinvolgano un grosso bastone nodoso e permettano di contrastare questa stupidata, segnalatele nei commenti qui sotto.

Ovviamente il qui sotto è riferito al sito di Paolo.

Saluti informatici. BigFab.